Via Turri, la procura indaga per omicidio colposo plurimo

Le fiamme sarebbero partite da una cantina dove non c'è un impianto elettrico: trovate tracce di coperte bruciate

REGGIO EMILIA – La procura indaga per omicidio colposo plurimo relativamente all’incendio nel condominio di via Turri dove sono morte due persone e altre 38 sono rimaste intossicate. Il fascicolo aperto dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani, per ora, è contro ignoti. L’unica cosa certa, al momento, è che le fiamme sono partite dalle cantine e, in particolare, da una. Fiamme basse che hanno sprigionato molto fumo che è poi quello che è stato letale per la coppia marocchina.

Dentro quella cantina da cui si sarebbero sprigionate le fiamme, tuttavia, non c’è un impianto elettrico e quindi a bruciare deve essere stato qualcos’altro. Cosa? Nella cantina sono state trovate tracce di coperte bruciate e quindi l’ipotesi è che lì ci dormisse qualcuno. Una donna, tuttavia, ha detto all’amministratore di condominio di essere scesa mezz’ora prima che scoppiasse l’incendio e di non avere visto nessuno nelle cantine.

Quella cantina, a quanto pare, era vuota anche durante l’ultima ispezione di routine eseguita dalla polizia quando, tuttavia, furono trovate delle tracce del passaggio di qualcuno. Vero altrettanto che l’amministratore di condominio riferisce di serrature più volte forzate per entrare nelle cantine dello stabile.

Il sostituto procuratore attende ora l’informativa di pompieri e polizia scientifica, assieme agli agenti della squadra mobile ha già iniziato ad ascoltare molte persone. Servirà comunque tempo per capire le esatte cause dell’incendio. L’intero stabile per ora è sotto sequestro. La palazzina è stata dichiarata inagibile limitatamente alle sole cantine, ma il rientro in casa per i residenti non sarà veloce. Ieri verso mezzogiorno alcuni sfollati sono stati autorizzati a salire accompagnati dalla polizia municipale, previo riconoscimento con carta d’identità alla mano.