Via Turri, incendio nelle cantine: due morti e 38 intossicati foto

Le fiamme sono divampate nei seminterrati del civico 33: grave una bambina di tre anni. Le vittime sono marito e moglie, entrambi marocchini

REGGIO EMILIA – Tragedia in via Turri dove stanotte due persone, Mohammed Bahik e Malika Outach, marito e moglie, entrambi marocchini, rispettivamente di 57 e 55 anni, sono morti in un grosso incendio che è divampato verso mezzanotte nelle cantine del condominio al civico 33 in una palazzina di quattro piani. I figli Kamal, 18 anni e Aiman, che vivono con loro per fortuna sono sopravissuti e stanno bene. Le due vittime, che vivevano al terzo piano del palazzo, erano originarie di Rabat ed erano venute in Italia sei anni fa. Lui lavorava in un’azienda di servizi igienici e di pulizia (la Clean Service di Sesso) e la moglie era malata ed era in cura al Santa Maria Nuova. Sono stati trovati fra il secondo e il terzo piano. Hanno detto al figlio Kamal di mettersi in salvo (l’altro il sedicenne Aiman era fuori casa) e poi il marito ha cercato di aiutare la donna a scendere le scale. Non ce l’hanno fatta. Sono stati soffocati dal fumo.

Gli intossicati
In tutto, nell’incendio, sono 38 persone le persone che sono rimate intossicate: 4 hanno avuto necessità di ricorrere alla camera iperbarica. Di queste, 2 adulti e una bambina sono stati trasferiti a Fidenza. E’ previsto il loro rientro all’Arcispedale di Reggio Emilia in giornata.

Una bambina di 3 anni è stata trasportata in elisoccorso all’Ospedale Niguarda di Milano, struttura dotata di camera iperbarica e rianimazione pediatrica, in gravi condizioni. Sono attualmente ricoverati al Santa Maria Nuova 5 adulti in Osservazione breve e 6 bambini in Osservazione breve pediatrica. Questi pazienti, le cui condizioni non destano preoccupazione, saranno dimessi oggi

Sono 23 le persone  che, dopo essere state assistite al Pronto Soccorso di Reggio Emilia, sono state dimesse e inviate al curante.

La dinamica
Il fumo, partendo dalle cantine, si è propagato in tutto il condominio e ha reso l’aria irrespirabile. I due nordafricani, che abitavano al secondo piano, sono morti soffocati dal fumo. Sul posto, per spegnere le fiamme, sono arrivati i vigili del fuoco con squadre da Reggio, S. Ilario e Guastalla.

Primo e secondo piano dello stabile inagibili
Il procuratore della Repubblica, Marco Mescolini, ha detto: “Faremo di tutto per comprendere prima possibile cosa è successo. Attualmente non possiamo pronunciarci su questo. Scientifica e squadra mobile stanno lavorando”. Di fianco a lui c’era il comandante dei vigili del fuoco, Salvatore Demma, che ha aggiunto: “L’intervento è stato complesso, perché tutto è avvenuto nelle cantine. Per ora non possiamo azzardare nessuna ipotesi. Lavoriamo a stretto contatto con la polizia scientifica . Vedremo cosa salterà fuori. Faremo di tutto per accertare i fatti. La parte sotto, primo e secondo piano dello stabile, è inagibile. Faremo accertamenti per valutare se le temperature elevate possano avere danneggiato anche il resto, ma non crediamo”.

Le cause
Fervono le indagini sulle cause che hanno provocato l’incendio. Qualcuno fa notare che, sempre più spesso, le cantine dei palazzoni di via Turri vengono usate come dormitorio da immigrati, più o meno clandestini, dato che nella zona si sarebbe formato un vero e proprio racket dei posti letto. I vigili del fuoco avrebbero trovato nelle cantine tracce di coperte e di sacchi a pelo bruciati. Recentemente il nostro giornale era andato in via Turri per un reportage in cui documentava come ci fosse, effettivamente, un problema di questo tipo in quei palazzoni (leggi qui).