Scandalo vigili, il Pd al contrattacco sui rapporti con Fabbiani

I segretari dem: "I rappresentanti delle minoranze si interroghino sui rapporti che avevano, in quanto rappresentanti politici sul territorio, con Fabbiani e la sua rete”

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VAL D’ENZA (Reggio Emilia) – Indagini sul “sistema Fabbiani” nella  Polizia Municipale del Corpo Val d’Enza, i segretari dei circoli Pd del distretto passano al contrattacco dopo che le minoranze hanno puntato il dito su presunte omissioni di controllo politico da parte dei sindaci e sulle comunicazioni che sarebbero intercorse tra il sindaco di Montecchio, Colli, e la comandante Caggiati nel periodo iniziale dell’indagine. Rigirano la frittata, i segretari dem, e sposano quanto dichiarato dal capogruppo della maggioranza nell’Unione dei Comuni, Fulvio Violi. E aggiungono: “è giusto che anche i rappresentanti delle minoranze si interroghino sui rapporti che avevano, in quanto rappresentanti politici sul territorio, con Fabbiani e la sua “rete”… specificando però di non essere “minimamente interessati ai processi sommari inscenati da certa parte della minoranza con l’unico obiettivo di provare a trascinare nel fango la maggioranza e andare all’incasso di facili consensi… Ad oggi le responsabilità degli indagati facenti parte di quella che è stata chiamata la “Rete Fabbiani” sono in corso di accertamento da parte della magistratura. Nei confronti del lavoro che la magistratura sta svolgendo, coi suoi tempi e con le sue modalità, vogliamo esplicitare il massimo rispetto e tutto il sostegno necessario affinchè possa concludersi facendo luce piena su quanto accaduto e sul sistema che Fabbiani aveva costruito abusando del suo ruolo di vice comandante della PM e di rappresentante sindacale. Un rispetto e un sostegno che vogliamo ribadire convintamente!”

Dopo lo scoppio dello scandalo – con la messa agli arresti domiciliari del vicecomandante Fabbiani e la denuncia della sua compagna, una vigilessa – la maggioranza ha “risposto immediatamente e abbiamo discusso in Consiglio dell’Unione per giungere ad un ordine del giorno condiviso da tutti i Gruppi consiliari perché sin da subito si formasse una commissione di indagine, che entro il mese di settembre si insedierà, confidando che saprà mettere a fuoco gli aspetti critici e migliorabili nell’ambito delle attività di Polizia Municipale, per garantire ai cittadini della Val d’Enza che nulla di quanto accaduto si possa ripetere in futuro. Un fatto è che questa è una proposta condivisa da tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio dell’Unione ed è stata approvata all’unanimità in quanto proposta utile alle nostre comunità”.

L’auspicio è che “macchina del fango che qualcuno vorrebbe scatenare sulla Val d’Enza non finisca per travolgere anche tutti coloro che fanno il loro lavoro nei servizi pubblici locali in modo assolutamente ineccepibile ed encomiabile: un servizio pubblico sano è quello che sa isolare, rimuovere e punire le “mele marce” ma anche valorizzare e sostenere coloro che con il loro impegno hanno saputo rendere nel tempo i nostri servizi eccellenti”.

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