Vigili indagati, la Cgil: “Chiuso rapporto con vicecomandante un anno fa”

Il sindacato: "A seguito delle numerose e ripetute divergenze insorte con la nostra categoria, non più compatibili con la linea politico sindacale e con i valori e i principi di questa organizzazione"

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REGGIO EMILIA – “Esprimiamo piena condanna per i gravi fatti che, se confermati, non possono che destare sconcerto e rabbia nell’opinione pubblica e discredito nei confronti di un servizio essenziale per i cittadini della comunità della Val d’Enza.
Come categoria del pubblico impiego precisiamo che il vicecomandante non è più iscritto alla Cgil dallo scorso anno e non ha mai fatto parte di organismi statutari della nostra organizzazione”.

La FP Cgil provinciale interviene sulla vicenda che vede coinvolti il vicecomandante e l’ispettrice capo della Municipale della Val d’Enza, oggetto di indagini da parte della Procura della Repubblica.

Continua la Cgil: “Era componente della Rsu della Val d’Enza, eletto nel 2015 dai lavoratori dell’Unione e, per quanto concerne gli aspetti squisitamente negoziali, gli accordi sottoscritti da sindacati e Rsu sono sempre stati unitari e convalidati dagli organismi preposti a verifiche e controlli. Il rapporto tra la Cgil e il vicecomandante si è chiuso definitivamente a seguito delle numerose e ripetute divergenze insorte con la nostra categoria, non più compatibili con la linea politico sindacale e con i valori e i principi di questa organizzazione. Sui presunti maltrattamenti e vessazioni cui sarebbero stati oggetto i lavoratori, alla scrivente organizzazione sindacale non sono state fatte segnalazioni da parte dei dipendenti o da altri soggetti riguardo ai gravissimi episodi citati di mobbing o bossing citati dalla stampa”.

Aggiunge il sindacato: “Sulla base delle indagini della Procura riportati dai giornali\, il vicecomandante avrebbe deliberatamente utilizzato il ruolo di rappresentante dei lavoratori nei confronti degli Amministratori dell’Unione e si sarebbe qualificato e accreditato come rappresentante della nostra organizzazione. Qualora in veste di rappresentante sindacale si fosse reso responsabile di atti riconducibili agli episodi a lui contestati , non esiteremmo a costituirci parte civile in sede giudiziaria come parte lesa”.

E conclude: “Nutrendo piena fiducia nel lavoro della Magistratura e nel valore del lavoro pubblico, auspichiamo che sia fatta piena luce su quanto accaduto affinché siano individuate e accertate responsabilità a tutti i livelli e si torni al più presto a ripristinare un clima di reciproca fiducia tra lavoratori, istituzioni e cittadini nella Val d’Enza. presupposto essenziale per garantire servizi di qualità”.

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