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Convegno su Almirante il 7 luglio, istituzioni cittadine contro

Comune, Provincia, sindacati, enti e associazionismo di sinistra: "Un affronto alla citta' e uno sfregio ai suoi morti a cui l'intera comunita' democratica deve opporsi". Apprendo con stupore dalla stampa locale che in occasione dell'Evento in ricordo del Segretario Giorgio Almirante organizzato da Gioventù Nazionale il 7 luglio si sono già scatenato inutili e sterili polemiche da parte della sinistra locale. Non solo si può considerare l'accusa della provocazione un fatto di una inopportunità democratica ma anche un modo discutibile di sfruttare da parte della sinistra Reggiana un giorno per fini partitici ed ideologici esclusivamente loro vista la chiara caratterizzazione politica e non del tutto veritiera dei fatti accaduti nel territorio Reggiano nell'imminente post 25 aprile. Oggi sarebbe invece opportuno arrivare ad una conciliazione storico -politica. Proprio sulla pacificazione storico politica Almirante ne è stato il promotore durante gli anni di piombo nonostante diversi ragazzi appartenenti all'ala giovanile del Movimento Missino furono ammazzati con il motto " ammazzare un fascista non è reato", fu proprio però Giorgio Almirante il grande esempio di politico ed uomo democratico quando si mise in fila alla camera ardente per Berlinguer in via delle Botteghe Oscure, che ospitava la storica sede del PCI. Qui certo i paragoni devono arrestarsi, perché i due erano avversari e nemici e mai si piegarono a compromessi tra loro pur riconoscendosi lealtà reciproca. Forse anche per questo, dinanzi allo spettacolo che offre oggi la classe politica, sono due leader anche molto rimpianti.

REGGIO EMILIA – Le istituzioni reggiane fanno fronte comune contro Gioventu’ nazionale, organizzazione giovanile di Fdi, che ha deciso di organizzare il prossimo 7 luglio una conferenza storica sul segretario del Msi Giorgio Almirante. “Il 7 luglio a Reggio Emilia e’ unicamente di Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri e Afro Tondelli. Non certo di Giorgio Almirante, a cui Fratelli d’Italia vorrebbe dedicare un convegno proprio in quella giornata. Un affronto alla citta’ e uno sfregio ai suoi morti a cui l’intera comunita’ democratica deve opporsi”, sottolineano in una nota congiunta Comune di Reggio Emilia, Provincia, Camera del lavoro, Cisl Emilia Centrale, Uil Modena-Reggio, Istituto Cervi, e le articolazioni provinciali di Anpi, Arci e Auser.

“Reggio Emilia – sottolineano all’unisono – sente ancora su di se’ il dolore per i suoi martiri, uccisi in piazza il 7 luglio 1960 mentre scioperavano per la difesa della democrazia contro il governo Tambroni: un governo di destra che stava in piedi con il sostegno dell’Msi di Almirante. Quello stesso Almirante che fu redattore della rivista ‘La difesa della razza’ e durante la Repubblica Sociale Italiana era capo di gabinetto del Ministro Mezzasoma ponendosi cosi’ al servizio degli occupanti nazisti”. Per questo “Il 7 luglio i reggiani saranno come ogni anno in piazza per ricordare quei cinque ragazzi morti senza trovare giustizia, caduti in difesa dei diritti di liberta’ e di democrazia”.

Perche’ “la resistenza all’antifascismo non sia solo memoria del passato, ma esercizio del presente”. L’organizzazione del convegno su Almirante pero’, viene fatto anche notare, “e’ la spia evidente di un clima politico e culturale che va registrato in Italia e in Europa, all’interno del quale una certa destra reazionaria ed ispirata a principi che ritenevamo superati storicamente cerca di riguadagnare spazio attraverso operazioni maldestre di autentico revisionismo. Operazioni davanti alle quali tutti i cittadini democratici devono opporsi culturalmente e politicamente”.

Elena Diacci, capogruppo di Fi a Scandiano: “Polemiche inutili e sterili”
Scrive Elena Diacci: “Apprendo con stupore dalla stampa locale che in occasione dell’Evento in ricordo del Segretario Giorgio Almirante organizzato da Gioventù Nazionale il 7 luglio si sono già scatenate inutili e sterili polemiche da parte della sinistra locale. Non solo si può considerare inopportuna la provocazione un fatto di una inopportunità democratica, ma anche un modo discutibile di sfruttare da parte della sinistra Reggiana un giorno per fini partitici ed ideologici esclusivamente loro vista la chiara caratterizzazione politica e non del tutto veritiera dei fatti accaduti nel territorio Reggiano nell’imminente post 25 aprile. Oggi sarebbe invece opportuno arrivare ad una conciliazione storico -politica. Proprio sulla pacificazione storico politica Almirante ne è stato il promotore durante gli anni di piombo nonostante diversi ragazzi appartenenti all’ala giovanile del Movimento Missino furono ammazzati con il motto “ammazzare un fascista non è reato”, fu proprio però Giorgio Almirante il grande esempio di politico ed uomo democratico quando si mise in fila alla camera ardente per Berlinguer in via delle Botteghe Oscure, che ospitava la storica sede del PCI. Qui certo i paragoni devono arrestarsi, perché i due erano avversari e nemici e mai si piegarono a compromessi tra loro pur riconoscendosi lealtà reciproca. Forse anche per questo, dinanzi allo spettacolo che offre oggi la classe politica, sono due leader anche molto rimpianti”.