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Brrr, dalla falce e martello alla falce e tortello

Qualcuno si indigna per la riunione fra ex brigatisti a Costaferrata. Ma tutto questo, nell'era di Facebook, Google e Twitter, sembra lontanissimo mentre nuovi pericoli si stagliano all'orizzonte

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REGGIO EMILIA – Siamo passati dalla falce e martello, nel giro di poco più di quarant’anni, alla falce e tortello. Il raduno degli ex brigatisti rossi a tavola da “Gianni” a Costaferrata, nel luogo dove nacque il partito armato esattamente 46 anni fa, rappresenta in modo straordinario la velocità dei cambiamenti a cui ci ha abituato la storia recente. Qualcuno dice sui social (allora per comunicare si usava il telefono a gettoni, tanto per dare un’idea di quanta acqua è passata sotto i ponti) che è solo un ritrovo di vecchi nostalgici che hanno pagato il loro conto con la giustizia e bisogna lasciarli perdere. Giusto, se non fosse che quei vecchi nostalgici sono tornati esattamente nel locale dove Curcio e Franceschini partorirono le Br. Il che, francamente, è una discreta mancanza di rispetto per quanti, in modo sanguinoso, hanno vissuto la parabola del partito armato nei decenni Settanta e Ottanta.

Ma da chi non rispettava le vite altrui e per chi, come molti di loro, non ha mai rinnegato il suo passato e continua a cercare giustificazioni, c’è poco da attendersi. Curioso e paradossale è invece vedere come passa la storia. Il locale “Gianni” di Costaferrata ha visto nascere le Br in un’epoca in cui c’era il muro di Berlino e la contrapposizione fra blocchi Usa e Urss. Quei giovani parlavano di “lotta di classe” e “uomini nuovi”, termini che oggi un ventenne manco conosce. Il comunismo è finito da un pezzo, colpito e affondato da un turbocapitalismo forse anche più spietato e sicuramente più subdolo.

Farebbe quasi tenerezza, se non facesse anche un pizzico di rabbia per quella riunione di dubbio gusto consumatasi nel ristorante di Costaferrata, vedere quegli ex ragazzi oramai incanutiti, ricordare i bei tempi e ritrovarsi a mangiare, come quelle famiglie borghesi che tanto odiavano, cappelletti e tortelli. Relitti di un passato che non passa e che non è mai stato metabolizzato adeguatamente dalla sinistra italiana e dal nostro paese.

Ma tutto questo, in fondo, nell’era di Facebook, Twitter e Google, cosa conta? E’ solo un like in più, un’indignazione temporanea e un commento a casaccio. Qualcuno, i più giovani, si andrà a cercare cosa erano le Brigate rosse su Wikipedia. Leggerà venti righe e poi si sarà già stancato. E poi ci indigneremo per qualcos’altro, nel flusso perenne delle notizie che oramai ci stordice e ci acceca. E noi che ci preoccupavamo per la dittatura del proletariato…

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