Unindustria: “Tasse ancora troppo alte”

Restano bloccate, eccetto che per i rifiuti, nel 2016, ma nessuna boccata di ossigeno per le imprese reggiane. Severi: "Van ridotte e finiscano gli oneri occulti"

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REGGIO EMILIA – Tasse bloccate, eccetto che per i rifiuti, nel 2016, ma nessuna boccata di ossigeno per le imprese reggiane. L’anno in corso congela infatti tariffe risultate costantemente in crescita in quelli precedenti, mentre la Tari, per effetto dei conferimenti dei rifiuti reggiani nell’inceneritore di Parma, rischia di subire aumenti “importanti”.

E’ la fotografia scattata da Unindustria Reggio Emilia che, per il nono anno consecutivo, ha allargato la lente sull’imposizione fiscale a carico delle aziende nei 45 Comuni del territorio. Riscontrando, secondo il presidente Mauro Severi, “una tassazione locale per le imprese ancora a livelli importanti, che incide sulla maggiore o minore attrattivita’ di nuove realta’ del territorio”.

In particolare l’indagine ha preso in esame l’addizionale Irpef (tributo non propriamente a carico delle imprese, ma utile a monitorare il reddito dei dipendenti), l’imposta sulla pubblicita’, l’Imu e la tassa rifiuti su uffici e capannoni industriali. Emerge cosi’ che mentre l’Irpef e la tassa per la pubblicita’ si mantengono in linea con il 2015 (per il secondo tributo e’ il capoluogo ad avere la tariffa piu’ alta), l’Imu sui capannoni risulta in lieve diminuzione.

Tuttavia, fanno notare gli uffici di Uninidustria, “per le imprese non c’e’ nessun reale beneficio, considerato che l’Imu e’ pari al 38% in piu’ della vecchia Ici del 2011″. In tema di imposte sugli immobili, Unindustria torna inoltre a denunciare l”applicazione della Tasi su quelli invenduti, una misura “iniqua perche’ per le aziende rappresentano un ”magazzino” e non una fonte di introiti”. Le note piu’ dolenti arrivano sulla tassa rifiuti, l’unica che non sara’ ferma nel 2016 e che l’anno scorso e’ aumentata in media nei Comuni del 2,8%.

In particolare la Tari sui fabbricati industriali e’ salita mediamente del 3,3% con aumenti in 31 Comuni su 45. Le imprese piu’ tartassate sono in questo caso quelle di Carpineti (con aumenti del 27%) e Reggio Emilia (11%). Unica nota positiva, evidenzia Severi, “e’ l’accoglimento nella legge di stabilita’ della proposta di Confindustria di non considerare ai fini della tassa rifiuti le aree dei macchinari, cosiddetti ”imbullonati””. L’analisi dell’associazione contiene infine una simulazione dell’applicazione di tutti i tributi considerati su un fabbricato tipo.

La parte della Bassa e quella della Montagna – con eccezione di Castelnovo Monti – sono quelle dove si pagherebbe di meno. Il Comune piu’ virtuoso sarebbe Rolo, mentre la maglia nera dell’imposizione fiscale toccherebbe a Reggio Emilia.

Commentando i dati, Severi afferma: “il blocco degli aumenti che deve essere valutato positivamente, avra” tuttavia come corollario nel 2016 il consolidamento dell’elevato livello raggiunto dalla tassazione locale. Comprendiamo le difficolta’ dei Comuni ma riteniamo sia urgente, da parte degli enti locali, la messa a punto di una strategia che porti negli anni ad una progressiva riduzione dell’imposizione sulle imprese”. In particolare, Severi ritiene prioritario agire sulla semplificazione degli adempimenti fiscali “onere occulto che si somma ai tributi”, ma anche su “agevolazioni per le aziende locali, non solo per quelle straniere che decidono di investire qui, che lottano ogni giorno sul territorio” (Fonte Dire).

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