Comune a Unindustria: guardi bene, le tasse sono calate

Secondo la giunta "sono diminuite per 16 milioni". E smonta l'analisi: "Letture sbagliate"

REGGIO EMILIA – Nel 2015 “con una misura di bilancio senza precedenti e mai introdotta da altri Comuni della provincia e’ stata applicata un’agevolazione sulla Tari per le imprese che ha generato uno ”sconto” del valore complessivo di un milione di euro”. Lo sottolinea il Comune di Reggio Emilia che, numeri alla mano, ribatte all’indagine presentata oggi da Unindustria sull’imposizione fiscale locale.

Passando alla situazione del 2016, “oltre all’agevolazione sulla Tari per le imprese – proseguono da piazza Prampolini – per il terzo anno consecutivo a Reggio Emilia non e’ previsto alcun incremento di aliquote per l”addizionale Irpef, nonche’ per l”Imu, con benefici anche per le imprese”. Nel bilancio 2016 infatti la pressione fiscale si alleggerisce per un valore complessivo di 16 milioni di euro, con un decremento medio del 20%.

Infine la citta’ del Tricolore si e’ confermata quella con la piu’ bassa imposizione fiscale in Regione. Venendo alla politica fiscale del Comune, l’assessore al Bilancio Francesco Notari, sottolinea: “Chiaramente questa e’ costruita dall’amministrazione sulla base di una visione complessiva della comunita’, non in relazione a una sola categoria, fascia o gruppo sociale”. Nel merito del rapporto dell’associazione industriali, l’esponente della giunta nota invece come l’analisi non tenga conto delle agevolazioni varate per le imprese come l’esenzione dall”Imu per i fabbricati rurali ad uso strumentale dell’agricoltura e i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita (fintanto che permane tale destinazione e purche’ non siano locati).

Riguardo al rapporto tra servizi e tributi invece, “rapportare Reggio Emilia e i suoi servizi a un piccolo Comune della provincia non ha senso in assoluto e neppure in termini di impresa. Un’impresa puo’ avere forse una tassazione ridotta in un piccolo Comune, ma e’ altrettanto vero che quell’impresa non avra’ mai gli stessi servizi che puo’ avere in una citta’: dalla mobilita’ ai servizi alla persona”. Inoltre, e’ sempre Notari a parlare, “da tre anni, due dei quali relativi all’attuale mandato amministrativo, a Reggio Emilia la pressione fiscale non ha subito variazioni: nessun aumento. Nello stesso tempo l’offerta di servizi pubblici (in particolare, servizi sociali ed educativi) e’ risultata di eguale quantita’ e qualita’; e in alcuni casi, ad esempio quello del Trasporto pubblico, e’ stata migliorata e potenziata. Questo, a fronte di ”tagli” alle risorse per circa 20 milioni di euro negli ultimi sette anni, e grazie a un’attenzione costante alla qualita’ e a un’ottimizzazione della spesa”.

Insomma, dice Notari, “abbiamo innescato una politica fiscale comunale che, congiuntamente alla politica economica del governo, dovrebbe contribuire alla crescita, ad attivare un ciclo virtuoso fatto di maggiori consumi, di conseguente crescita del sistema produttivo e dell’occupazione, con conseguenti benefici diffusi. Questo in concomitanza con una costante diminuzione del debito (piu’ che dimezzato dal 2005 ad oggi) e una crescita significativa degli investimenti pubblici virtuosi per l’economia (circa 50 milioni sul 2016) sia pure nella persistente diminuzione delle entrate da oneri di urbanizzazione (4,1 milioni previsti nel 2016 contro i 22,7 del 2006)”.

In materia di tributi, l’assessore ricorda infine le misure contro l’evasione fiscale: hanno permesso di recuperare 700.000 euro nel 2015, e 900.000 euro sono attesi nel 2016