Le rubriche di Reggiosera.it - Editoriali

Courage, un consiglio: curatevi voi

Le uniche persone che avrebbero bisogno di un aiuto sono quelle che hanno organizzato, gestito e inventato questa scemenza

Più informazioni su

REGGIO EMILIA – E’ di oggi la notizia che un’associazione integralista cattolica, altro non potremmo definirla, ha aperto già da un anno un centro a Reggio dove cura gli omossessuali utilizzando terapie (tali sono perché quelli di Courage le riprendono pari pari dagli alcolisti anonimi) che dovrebbero liberarli dalla dipendenza. Questo avviene con la complicità della curia e quindi del vescovo, perché in questi centri ci deve essere un sacerdote nominato dalla curia.

Il vescovo Camisasca non poteva, ovviamente, negare di avere dato l’avallo a questa iniziativa e allora, tramite il suo portavoce (non si capisce perché, poi, non intervenga direttamente lui, ndr), ha emesso un comunicato in cui dice, sostanzialmente, parole sue, che “Courage non intende essere una terapia riparativa e non chiede a nessuno di aderire a tali terapie”.

Monsignor Camisasca e il suo portavoce, però, si devono mettere d’accordo con se stessi perché prima negano che Courage sia una terapia riparativa (di cosa poi preferiamo non saperlo, ndr) e poi dicono che nessuno è obbligato (e ci mancherebbe) ad aderire a queste terapie.

Ora la nostra opinione è che Courage sia una terapia vera e propria perché utilizza gli stessi metodi che si usano per gli alcolisti che sono dei malati e che devono essere curati, appunto, con una terapia. Il problema, però, è che gli omosessuali non sono dei malati e che non devono essere curati. La sola idea ci riporta indietro a momenti terribili della nostra storia europea che non vogliamo neanche ricordare.

A nostro parere, qui, le uniche persone che avrebbero bisogno di una cura sono quelle che hanno organizzato, gestito e inventato questa scemenza.

 

Più informazioni su