Curare i gay, Spadoni: “Il sindaco intervenga contro Courage”

Dopo la notizia che a Reggio aprirà una filiale dell'associazione che si propone di guarire gli omosessuali come dei malati, interviene Maria Edera Spadoni

REGGIO EMILIA – “E’ di questa mattina la notizia relativa al fatto che nella nostra città è arrivata un’organizzazione – facente capo alla Chiesa cattolica- che si pone come obiettivo quello di curare i gay tramite la castità. Questo non fa altro che creare e alimentare una vera e propria discriminazione nel momento in cui  l’essere omosessuali viene equiparato ad una terribile malattia dalla quale si può e si deve guarire”.

Lo scrive il deputato del Movimento 5 Stelle, Maria Edera Spadoni, a proposito dell’associazione Courage che, nata nel 1980 a New York, si è presto capillarmente diffusa dal Canada alla Gran Bretagna, dalle Filippine al Vietnam fino a giungere in Italia. L’associazione, che dopo Milano e Torino ha scelto di aprire proprio a Reggio, vede l’omossessualità come una malattia dato che recupera i gay come si potrebbe fare con un drogato o un alcolista.

Questi circoli ultracattolici sono guidati da un prete messo a disposizione dalla Curia dopo avere avuto l’approvazione del Pontificio consiglio per la famiglia. Questo significa che se Courage apre a Reggio lo fa con il consenso del vescovo Massimo Camisasca che evidentemente approva l’operazione.

Continua la Spadoni: “In quanto membro del Consiglio d’ Europa, ci tengo a sottolineare come il principio d’uguaglianza e di non–discriminazione costituisce un elemento fondamentale della protezione dei diritti umani. È garantito dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo ed è stato rafforzato dal Protocollo nº 12 a tale Convenzione che vieta qualunque forma di discriminazione dalle autorità pubbliche per qualunque motivo. Il Consiglio d’Europa difende i diritti fondamentali delle persone lesbiche, gay, bisessuali e trans gender. Una società che si definisce civile, deve attuare tutte  quelle misure volte a combattere la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”.

Conclude la parlamentare: “L’arrivo di Courage nella nostra città non fa altro che una creare una violazione sistematica dei diritti fondamentali delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (Lgbt). La risposta del portavoce reggiano dell’associazione – quando afferma che non può rilasciare interviste se non a televisioni e giornali cattolici – è davvero preoccupante. Come si esprime il sindaco Vecchi a tal proposito? La maggioranza non dovrebbe mobilitarsi e agire proteggendo i cittadini contro ogni forma di discriminazione? Rimanere in silenzio, in molti casi, significa approvare questa ingiustizia e difenderla  in maniera attiva”.