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Le rubriche di Reggiosera.it - Italia e mondo

Il reportage – L’ipocrisia dell’Europa: profughi di serie A e B

Pakistani, iraniani, yemeniti e palestinesi non esistono per la fortezza Europa che li rimanda indietro al confine fra Serbia e Macedonia

REGGIO EMILIA – Reggio Sera continua il viaggio con l’associazione onlus trentina Speranza-Hope for children nata un anno fa con lo scopo d’intervenire nella grave emergenza umanitaria del popolo siriano. Un volontario dell’associazione, Vittorio Fera, sta compiendo un viaggio da Sid, al confine serbo/croato fino all’estremità della Grecia all’isola di Lesvos (Lesbo) su cui arrivano i rifugiati che scappano dalle guerre attraverso il mare della Turchia.

Con lui c’è Hope, un piccolo pupazzo di stoffa, realizzato dalle mamme siriane nelle campagne di Aleppo (come lui ce ne sono tanti e l’associazione, insieme ad altri prodotti locali, li mette in vendita per permettere il sostentamento delle famiglie in Siria, ndr) che accompagnerà Vittorio in questo viaggio a ritroso verso la sua casa, la Siria, oggi dilaniata dalla guerra civile.

Incontreremo famiglie in fuga dal terrorismo e dalle guerre in Siria, Afghanistan e Iraq. Vittorio e Hope ogni giorno vi faranno sapere cosa serve per aiutare i poveri bambini in cammino e, se volete, potrete fare una donazione a questa associazione o acquistare i loro prodotti (qui c’è anche la loro pagina Facebook).

 

Quarta tappa

Reportage di Vittorio Fera

 

Oggi sono arrivato a Presievo al confine tra Serbia e la Macedonia. Questo villaggio, in cui il 95% della popolazione è albanese, è il punto di arrivo dei rifugiati che giungono in Serbia dal confine macedone. Da Presievo partono i treni e i bus che portano a Belgrado e Sid e i profughi devono essere registrati nel “One Stop Center “ situato a ridosso della stazione dei treni.

La mesta notizia è che ieri pomeriggio è stato deciso che Serbia, Croazia, Macedonia e Slovenia accetteranno solo i rifugiati siriani, afghani e iracheni, respingendo tutti gli altri. Questa politica discriminante che tende a separare in 2 categorie i rifugiati da classe A composta da siriani, afghani e iracheni a classe B di pakistani, iraniani, yemeniti e palestinesi è la chiara rappresentazione di cosa significa per l’Europa l’accoglienza: barriere filo spinato e ipocrisia. L’ipocrisia di credere che ci sia guerra e guerra da cui si fugge, per esempio quale differenza di guerra e trattamento c’è tra un siriano e uno yemenita che fugge dai bombardamenti sauditi.

Il viaggio della speranza

Il viaggio della speranza

Un’altra novità di ieri è che il traffico dei profughi sarà ridotto a massimo a 5.000 persone al giorno che verranno fatte transitare dalle polizie di frontiera per disciplinare il flusso, senza comprendere che è evidente che se in testa la situazione sarà più gestibile, in coda si formeranno sacche di migliaia di persone in ambienti non adatti e con servizi non sufficienti per loro.

Questa ottusità e disinteresse della Fortezza Europa fanno da contraltare con la generosità e accoglienza della gente locale di Presievo: nonostante il 70% degli abitanti del villaggio, sia disoccupato e risenta della crisi post-guerra balcanica, ha accettato di essere crocevia di questa diaspora senza manifestare molte rimostranze ma anzi aprendo le braccia per mostrare la solidarietà ai rifugiati.

Forse anche perché loro stessi sono stati costretti a una diaspora dall’Albania a qui durante la guerra balcanica provano un empatia maggiore di fronte a questo dramma collettivo. Ci sono associazioni di giovani volontari locali che danno una mano nel distribuire gli aiuti umanitari e l’atteggiamento generale verso i rifugiati è molto positivo nonostante il campo di registrazione sorga proprio nel centro del villaggio congestionando il traffico con le dozzine di bus e macchine che passano ogni giorno.

Vedendo queste scene è ancora più evidente quanto gretta sia la protesta, spesso costruita ad arte, che in Italia avviene davanti a un hotel dove vengono ospitati dei rifugiati, per esempio. Quanto abbiamo da imparare da loro. Invece no. L’Europa non impara mai, anzi continua a perseverare. Nasconde la mano invece di tenderla. Costruisce muri invece di abbatterli, Presievo è gia testimone del nuovo draconiano sistema: giunta la sera,sono già 2 yemeniti e 2 pakistani) le persone a cui è stato spiegato che non possono continuare il viaggio ma devono tornare indietro. Spiegateglielo voi che per la Fortezza Europa non esistono, sono fantasmi.

(4 – continua)