Acqua pubblica, il comitato sfida Vecchi

Schieppati chiede al sindaco di Reggio se ha cambiato idea sulla ripubblicizzazione e di affrontare con un referendum il giudizio popolare. "E' una decisione che deve passare dai consigli comunali"

REGGIO EMILIA – L’aria della Grecia spira fino a Reggio. Il comitato Acqua Bene Comune di Reggio non si rassegna al tramonto del progetto di una società pubblica per la gestione “in house”  servizio idrico (il “piano Tutino“) e ora invoca pure un referendum.

“Il sindaco Vecchi – dice il referendario Cesare Schieppati, tra i leader del Comitato “Acqua bene comune” – si appresta a contraddire apertamente gli impegni presi con i suoi cittadini elettori a proposito della ripubblicizzazione dell’acqua, che era un punto centrale del suo programma elettorale”. Se “ha cambiato idea, oltre a spiegarcene le motivazioni reali, perché non ha il coraggio di sottoporre a referendum la sua inversione ad U?”. E ancora: “Se davvero la motivazione è quella di tutelare l’interesse dei cittadini, perché non chiedere il loro parere in merito?”.

E’ “inaccettabile – sottolinea ancora una volta il comitato – che una decisione così importante (e irreversibile) non passi nemmeno dai Consigli Comunali e sia delegata unicamente ai nostri sindaci nuovi podestà”.