Capelli: “Legge Merlin, basta aspettare: va cambiata”

Il capogruppo del Pd spiega: "Ho firmato il referendum della Lega perché sono anni che vengono presentati disegni di legge e non cambia niente. Vicini e Mori cadono dal pero, ma io gli ricordo che vivo a Pieve"

REGGIO EMILIA – “Non mi offendo per chi mi ritiene sciocco. Non penso che basti abrogare solamente la legge, ma credo che bisogna mandare un messaggio alla classe politica, perché di disegni di legge ce ne sono stati tanti in questi anni e finora nessuno ha fatto niente”.

Andrea Capelli, il capogruppo in consiglio comunale del Pd, risponde così dopo le critiche rivoltegli dal consigliere regionale Roberta Mori e dal segretario cittadino, Mauro Vicini, dovute al fatto che ha firmato il referendum della Lega Nord per l’abolizione della legge Merlin.

Spiega Capelli: “I cittadini devono obbligare il legislatore a decidere. E’ questo lo scopo delle firme. Se io abrogo la legge, poi bisogna farne un’altra. Poi è chiaro che io non sono d’accordo con la Lega, perché loro pensano che basta pagare le tasse, ma a me interessano anche i diritti umani. Ho deciso di firmare preché ho visto che sul volantino del referendum non c’era il simbolo della Lega, ma questo non significa che sposo le loro posizioni”.

E conclude: “E’ vero che io sono capogruppo. E con questo? Devo forse rinunciare ai miei diritti di cittadino? Ho firmato come cittadino. Le mie posizioni sulla prostituzione sono arcinote. Vicini e la Mori possono anche cadere dal pero, però gli voglio dire che io vivo e lavoro nella zona di Pieve e conosco bene la situazione della prostituzione”.