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Articolo n° 31945 del 17/07/2017 - 17:33

Reggiana, i dipendenti licenziati minacciano querele

Gli ex dipendenti: "Vengono espresse con leggerezza e saccenza considerazioni di tipo economico riguardanti la gestione della scorsa stagione prive di ogni fondatezza e documentazione, nonche' gravi allusioni che riguardano la nostra trasparenza e la nostra onestà"

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REGGIO EMILIA – I dipendenti della Reggiana licenziati passano al contrattacco e minacciano querele per diffamazione per i commenti che leggono sui social sul loro allontanamento. Il riferimento, neanche tanto velato, pare che sia pure a quel “ladri di polli” che si lasciò sfuggire la moglie di Mike Piazza, Alicia Rickter quando scrisse (e poi cancellò) sul suo profilo Instagram la famosa frase “stiamo ripulendo la casa dai ladri di polli” seguito dall’hastag #daicandom.

Alberto Bertolini, responsabile dello scouting, Nicola Bonafini, addetto stampa, Giacomo Ferretti, coordinatore tecnico settore giovanile, Paolo Martini, area scouting, Sergio Mezzina, responsabile del settore giovanile e Massimo Montechiesi, dell’area scouting, scrivono: “Sempre con maggiore frequenza, soprattutto attraverso i canali social , con grande rammarico ci ritroviamo ancora oggi a leggere opinioni e commenti che riguardano i nostri licenziamenti, spesso definiti con il pesante termine di ” epurazioni”. In talune circostanze, nascondendosi dietro i ” pare” , ” si dice” , ” ho saputo”, vengono espresse con leggerezza e saccenza considerazioni di tipo economico riguardanti la gestione della scorsa stagione prive di ogni fondatezza e documentazione,  nonche’ gravi allusioni che riguardano la nostra trasparenza e la nostra onestà”.

E aggiungono: “Tutto ciò va a ferire ulteriormente persone che già hanno subito l’ amarezza della perdita di un posto di lavoro, con le comprensibili conseguenze del caso. Tra l’ altro si parla di “dipendenti” che non avevano alcun potere di firma. Finora abbiamo seguito il normale percorso civilistico per tutelarci riguardo gli aspetti contrattuali nei confronti della proprietà, facendolo, volutamente, senza polemiche pubbliche ed in maniera riservata”.

E concludono: “Oggi però non siamo più disposti a tollerare contenuti e commenti che contengano anche solo allusioni che vadano a ledere il nostro lavoro ma soprattutto la nostra integrità morale. Diversamente ci vedremo costretti a perseguire legalmente i responsabili dei suddetti contenuti”.