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Articolo n° 22013 del 27/10/2016 - 12:55

La sinistra Pd: “Cavriago, stop a utilizzi distorti dei voucher”

Numerosi esponenti del partito Democratico intervengono con un documento relativamente al caso voucher di Cavriago

VoucherVoucher

REGGIO EMILIALa sinistra del Pd reggiano interviene con un documento relativamente al caso voucher di Cavriago che vede il Comune utilizzare questo strumento per pagare due lavoratori da fare lavorare per un certo periodo di tempo all’ufficio tributi. Una vicenda che sta dividendo il Partito Democratico e che ha già suscitato anche altre reazioni da parte del mondo sindacale.

“Il PD è impegnato sui temi del lavoro con una riforma che si è posta come obiettivo di ridurre il più possibile la giungla di contratti, i cui utilizzi impropri hanno favorito, negli anni passati, la precarietà del lavoro. Risulta perciò pienamente legittima la posizione di chi dice no a un utilizzo improprio del voucher, da sempre giudicato uno strumento che mal si applica alla retribuzione del lavoro all’interno dell’ente pubblico.

Vale la pena di ricordare che la finalità prima dell’introduzione del voucher è stata l’emersione dal lavoro nero di prestazioni saltuarie: dai piccoli lavoretti di pulizia, giardinaggio, manutenzione,  ai giorni di vendemmia per studenti e pensionati, alle lezioni private, agli ingaggi di lavoratori in via emergenziale e non programmabile. Lavoratori a chiamata, senza contratto, a cui si riconosce un gettone orario. Rispetto alla riforma in corso quale coerenza politica si rileva nella scelta effettuata da un’amministrazione pubblica a guida PD di utilizzare i voucher per ingaggi che non hanno alcun carattere di saltuarietà?

Come si arriva a giustificarne l’utilizzo all’interno di una struttura organizzativa complessa come quella del comune, per mansioni programmabili e delicate come quelle dell’area tributi, caratterizzate da chiari e necessari rapporti di lavoro subordinato?
Serve che il PD reggiano apra una discussione al fine di dare indirizzi chiari alle pubbliche amministrazioni: per evitare storture che violano lo spirito e sostanza della normativa e con essi i diritti minimi che ognuno come lavoratore chiede di vedere riconosciuti.