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Articolo n° 21702 del 19/10/2016 - 19:07

Acquisizione Unieco Ambiente, i dubbi dei civici reggiani

E il Movimento 5 Stelle presenta un'interrogazione in Parlamento

UniecoLa sede di Unieco

REGGIO EMILIA – Nuovi dubbi a Reggio Emilia sull’operazione interrotta due anni fa che vede ora Iren, assieme a Coopservice, in trattativa per rilevare Unieco Ambiente, ramo del gruppo edile che gestisce le discariche nel reggiano. Nel “silenzio dei sindaci soci”, la lista civica “Reggio citta’ aperta” segue a ruota il Movimento 5 stelle e va all’attacco osservando: “E’ noto che nei prossimi anni le discariche non saranno piu’ utilizzabili per lo smaltimento dei rifiuti. Perche’ allora investire in uno strumento ormai obsoleto e con impatto sul territorio, quando la strada della differenziazione spinta porta a porta e della tariffazione puntuale dovrebbe essere la sola da perseguire?”.

Iren e Unieco Ambiente, inoltre, “sono gia’ in affari attraverso la societa’ Monte Querce che gestisce la discarica di Poiatica con risultati sotto gli occhi di tutti e i relativi pesantissimi carichi ambientali e non solo. Perche’ allora rilanciare la collaborazione tra i due soggetti?”. Infine, “il gruppo Iren, nonostante una costante e massiccia propaganda, e’ schiacciato da oltre 2,5 miliardi di debiti, che diventano 2,7 (l’intero fatturato) se si considerano anche le partite col Comune di Torino e con Iren rinnovabili”.

Non si comprende allora, dicono i civici, “per quale motivo una realta’ in grave tensione finanziaria dovrebbe intervenire per sostenerne un”altra”. Tutto cio’, chiude Reggio citta’ aperta, “dimostra soltanto il legame indissolubile tra un sistema economico locale in gravissima crisi e un potere politico che per anni ne ha tratto benefici e consenso, piegando i beni comuni ai propri interessi. Legame pernicioso che abbiamo il dovere di spezzare prima che sia troppo tardi”.

Le critiche del Movimento 5 Stelle
“Iren e Unieco? No a favori alla cooperativa rossa che ha costruito l’inceneritore del Gerbido che tanti problemi ha causato dalla sua apertura e possiede discariche” Questa la dura presa di posizione di Laura Castelli e Maria Edera Spadoni, parlamentari piemontesi ed emiliana del Movimento 5 Stelle e di Giorgio Bertola e Gian Luca Sassi, capigruppo M5S in Regione Piemonte ed Emilia-Romagna. “L’abbiamo capito oramai tutti. I rifiuti sono la gallina dalle uova d’oro” spiegano le due parlamentari ed i capigruppo del M5S nelle due regioni. Sulla fusione è stata depositata una interrogazione in Parlamento che riprende anche le ultime vicende legate agli sforamenti dell’inceneritore del Gerbido.