Guastalla, sul Po torna Georgica: festa di sapori

23/04/19

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GUASTALLA (Reggio Emilia) – A Guastalla per Pasqua, dal 20 al 22 aprile, torna “Georgica. Festa della terra, delle acque e del lavoro nei campi”, la mostra – mercato che vuole riportare al centro dell’attenzione il paesaggio, l’agricoltura intesa come pratica consapevole e sostenibile e l’alimentazione di qualità. (Ingresso 4 euro. Bambini fino ai 12 anni ingresso libero. Info: http://georgica-guastalla.it/). Nel solco di una tendenza che cresce, il ritorno alla terra da parte dei giovani e il ritorno della campagna in città, un mondo rurale da conoscere, salvare e reinventare.

La mostra – mercato, presenta circa duecento espositori specializzati in diversi settori: dal vivaismo all’artigianato, all’enogastronomia, e offre un programma di spettacoli, incontri e conversazioni con esperti che affrontano le tematiche più curiose e interessanti relative a uno sviluppo sostenibile del pianeta, alla biodiversità, alla cura degli animali domestici e d’allevamento, ai frutti della terra, dall’orto alla cucina.

Realizzata, a cura di Arvales Fratres – Vitaliano Biondi, dall’Associazione guastallese Gemellaggi ed Eventi, con il patrocinio del Comune di Guastalla, la kermesse, alla sua settima edizione, nello scenario naturale, delle suggestive rive del Po, celebra la grande tradizione agricola e alimentare di questa terra presentando i migliori produttori, e le eccellenze enogastronomiche, derivate dall’elaborazione di tradizioni secolari e dall’ antica sapienza delle comunità che hanno forgiato questi territori.

Una festa di sapori dunque a Guastalla che ha come protagonisti il principe dei formaggi: il Parmigiano-Reggiano, il formaggio che nasce dal latte delle bovine dal mantello rosso di razza reggiana, l’aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia, il lambrusco, il nocino e l’erbazzone solo per citare alcuni prodotti. Negli stand è anche possibile acquistare i prodotti che esaltano la biodiversità locale, come i frutti e i cereali antichi riscoperti dalla passione degli agricoltori che li stanno salvando dall’estinzione

L’itinerario tuttavia non si ferma al territorio locale, ma propone, favorendo il rapporto diretto tra agricoltori e consumatori, un ventaglio molto ampio di specialità agroalimentari italiane provenienti dall’Alto Adige alla Sardegna di nicchia o biologiche e certificate. Accanto a questi ci sono confetture e conserve, miele, passata di pomodoro, succhi di frutta, formaggi, vino, salumi, riso, farine, pasta, biscotti e gelato: un’occasione preziosa per acquistare prodotti agricoli di origine italiana, controllata e garantita.

Inoltre in questo territorio c’è una tradizione gastronomica centenaria, che sa di pesca e di terra. Così in diversi punti ristoro è possibile assaggiare le eccellenze della cucina emiliana del Po: dalla tradizione del fiume con il pesce gatto o pesciolini (psina) a quella della terra con i famosi tortelli verdi e di zucca.

Non mancano i laboratori dedicati alla colomba di Pasqua cura del Forno Borlenghi e le degustazioni del misterioso “lüadel”, un piccolo panino ibrido tra pan e focaccia, la cui ricetta rimane segreta, da abbinare ai salumi locali. Il pane tipico del mantovano, che si metteva nel forno per controllare la temperatura e passare poi alla vera panificazione, sarà presentato a cura del fornaio Mentore Negri di Pomponesco (MN).

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