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I trend occupazionali del 2018: il quadro generale e le figure professionali più richieste

REGGIO EMILIA – Secondo i dati Istat lo scorso novembre il numero di occupati ha raggiunto il livello più alto da 40 anni. Allo stesso tempo la disoccupazione giovanile è scesa, segnando in Italia il miglioramento più forte dell’Eurozona (dal 34% al 32,7% di Tasso di disoccupazione). Un andamento ancora distante dai primi della classe (Germania al 6,6% e Repubblica Ceca al 5%) ma che fa ben sperare e riporta nelle aziende un pò di fiducia.

E proprio l’Istat ci racconta gli umori dei consumatori e delle imprese. L’indagine di dicembre sullo stato d’animo delle famiglie mostra l’indice di fiducia a quota 116,6%. Questo significa che gli italiani intervistati sono positivi sull’andamento generale dell’economia, fiduciosi nell’attendere una riduzione della disoccupazione ma piu cauti rispetto a quanto si rifletterà sulla propria condizione. Nelle imprese il clima di fiducia è alto. Crescono tutti i principali settori ma trova ancora difficoltà il settore delle costruzioni che continua a mantenersi su tassi di crescita contenuti.

La crescita delle imprese italiane, secondo i dati dell’International Business Report di Grant Thornton, porterà a nuove assunzioni nel 28% dei casi; un dato che risulta in aumento rispetto allo scorso anno.

Le assunzioni saranno concentrate alle professioni più tradizionali quali addetti alle vendite, personale di sala e di cucina, impiegati amministrativi e, in ambito sanitario soprattutto infermieri. Negli ultimi anni però si è riscontrata la crescita della domanda di figure professionali “High Skill”. Per citarne alcune, le professioni nell’ambito dei Big Data e quelli del Digital, soprattutto del Digital Marketing, saranno tra le più richieste. Si prevede che la crescita degli investimenti delle aziende nel campo dell’Influencer Marketing sarà del 39% in più rispetto al 2017.

Spostando l’attenzione sull’Emilia Romagna, i dati Excelsior – Union Camera, segnalano che nel mese di gennaio sono state programmate circa 52.090 assunzioni, di cui il 24% stabili e il 76% a termine. Le figure maggiormente ricercate sono operai specializzati e conduttori di impianti (31%) seguite dalle professioni commerciali e dei servizi (33%) e poi dai profili “High Skill” (21%) ovvero manager con competenze tecniche. Invece, di difficile reperimento ci sono i professionisti delle scienze informatiche, fisiche e chimiche, seguite da progettisti e ingegneri. Le nuove opportunità di lavoro interessano per una quota del 37% giovani con meno di 30 anni e il 14% delle nuove assunzioni sarà a favore di laureati.

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