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Lavorare all’estero: come prepararsi al meglio a una carriera internazionale

REGGIO EMILIA – Sogni da sempre di lavorare all’estero? Questo potrebbe essere uno dei momenti migliori per farlo: sempre più aziende, anche di piccole dimensioni o a conduzione familiare, sono impegnate infatti a internazionalizzare i propri business e cercano, per questo, candidati e futuri dipendenti che non abbiano paura di lavorare in paesi che non sono i propri di origine. Ecco, allora, qualche consiglio utile per dare una svolta più internazionale anche alla tua carriera.

Imparare la lingua (e tradurre i propri documenti lavorativi) servono a fare carriera all’estero

Investi sulle lingue o, meglio, sulle tue competenze linguistiche. Lavorare all’estero significa, infatti, avere a che fare ogni giorno con persone che non parlano italiano e che devi comunque comprendere al meglio per evitare figuracce e permettere alla tua azienda di raggiungere i più importanti obiettivi di business. Se sai già quale sarà il tuo paese di destinazione puoi seguire un corso di lingua o pagare un tutor madrelingua per delle lezioni private che ti aiutino a superare velocemente le tue principali lacune. Un’ottima alternativa è studiare una lingua passe par tout com’è ormai quella inglese: una certa padronanza dell’inglese e un minimo di fluidità con l’inglese parlato sono, anzi, requisiti ormai richiesti a ogni lavoratore a prescindere dello sviluppo internazionale che intende dare alla propria carriera.

Un’altra ottima idea se è questo l’obiettivo è, invece, puntare su un periodo all’estero. Immergersi in una lingua è, infatti, il modo più veloce e più sicuro per impararla e per acquisire la giusta familiarità necessaria a parlarla anche a lavoro. Se sei troppo grande per il classico anno sabatico come lavapiatti in Inghilterra o per passare un semestre universitario in Erasmus, puoi verificare che la tua azienda non abbia all’attivo programmi di scambio dedicati ai dipendenti. Nel caso di una promozione o di un trasferimento all’estero già ottenuti, invece, un’ottima idea è trasferirsi qualche tempo prima dell’effettiva presa di servizio in modo da avere il tempo che serve per ambientarsi, trovare casa ma, anche, familiarizzare con lingua e cultura del posto.

Continuare a studiare e ad aggiornarsi, prendendo parte a convegni, seminari ed eventi di settore di richiamo internazionale è un altro ottimo modo per dare un respiro più internazionale alla propria carriera. Occasioni come queste sono ideali, del resto, anche per fare networking e stringere contatti con professionisti o figure senior che potrebbero avere un ruolo fondamentale per fare carriera in un paese diverso dal proprio.

Sembra superfluo sottolinearlo, infine, ma anche far tradurre il proprio CV, la propria lettera di presentazione ed eventuali reference da un traduttore madrelingua inglese è un ottimo modo per rendere il proprio profilo più d’appeal anche per chi si occupa di selezioni internazionali. Questi documenti sono, infatti, biglietti da visita senza eguali nel mondo professionale e non c’è passo falso peggiore in partenza se si vuole lavorare all’estero che presentarsi con un CV in italiano – o, peggio, in un formato europeo di cui i recruiter della maggior parte dei paesi extra-UE non conoscono nemmeno l’esistenza – o con portfolio tradotto alla buona e in cui ci siano errori grammaticali o strafalcioni nella formulazione della frase.