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Guida al prestito per consolidamento debiti

REGGIO EMILIA – Nello scorso mese di novembre si registra un calo dell’1,9% delle domande di prestiti alle imprese, anche se i tassi d’interessi si sono attestati ai minimi storici e gli istituti di credito hanno liquidità utile per provvedere alle erogazioni. Tale dato è influenzato negativamente dal mancato recupero degli investimenti, che costituiscono un importante componente dell’andamento del mercato: infatti, rispetto al periodo antecedente alla crisi del 2008, gli investimenti sono diminuiti addirittura del 17%.

Per quanto riguarda i privati, uno dei prestiti personali più diffusi nel presente periodo storico è quello per il consolidamento dei debiti, il cui scopo primario è appunto di riunire una pluralità di finanziamenti a carico del debitore in un unico prestito e solo eventualmente di garantirne ulteriore liquidità. Pertanto, esso consente di dilazionare nel tempo i vari pagamenti, versando mensilmente un importo inferiore (magari più sostenibile dal debitore) rispetto alla somma complessiva delle rate dei singoli finanziamenti, facilitando così la gestione della propria esposizione debitoria.

Nella selezione dell’offerta più confacente, è importante però non soffermarsi soltanto sull’ammontare della rata mensile, ma valutare il costo complessivo dell’operazione finanziaria, prendendo in considerazione la percentuale di Tan e di Taeg applicata al prestito. In tal modo sarà più efficiente il confronto tra i preventivi eventualmente richiesti dal soggetto al fine di procedere ad una scelta consapevole e ragionata.

Proprio per lo scopo cui è destinato, la fase istruttoria dei prestiti per consolidamento dei debiti risulta essere particolarmente complessa, giacché diretta a verificare l’affidabilità creditizia del richiedente e la realizzabilità dell’operazione. In primo luogo, sarà onere del soggetto presentare i propri documenti di riconoscimento e la situazione reddituale, oltre che-salvo delega scritta all’istituto di credito prescelto- presentare il conteggio estintivo dei finanziamenti da estinguere, per documentare e cristallizzare la somma da versare al precedente ente finanziatore.

Durante tale fase, l’istituto di credito adotta generalmente una serie di criteri onde stabilire se poter procedere all’erogazione oppure no. Nella maggior parte dei casi, è richiesto che il soggetto abbia un’età compresa tra i 18 e i 75 anni e che non sia stato segnalato al Crif come cattivo pagatore (in questo caso, sarà indispensabile presentare un terzo fideiussore o un coobbligato solvibile); per i dipendenti privati è spesso necessario vantare un contratto di lavoro a tempo indeterminato con almeno un semestre di anzianità, che si eleva ad un anno per i lavoratori autonomi.

Tra gli istituti di credito leader in questo settore, a titolo esemplificativo si citano Bnl, Unicredit e Findomestic (per maggiori approfondimenti sul consolidamento dei debiti e sulle offerte presenti sul mercato: Calcoloprestito.org\).