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Guida ai costi dei conti correnti

REGGIO EMILIA – A partire dagli inizi del 2020, secondo quanto disposto dalla Direttiva Pad dell’Unione Europea n. 2014/92 poi recepita dalla Banca d’Italia, per valutare il costo globale dei conti correnti a carico della clientela, non si tiene più conto dell’Isc (Indicatore Sintetico di Costo Annuo) ma di un altro parametro, indicato come Icc (Indicatore Complessivo dei Costi).

Da un lato, tale valore è maggiormente preciso e puntuale, giacchè individua qualsivoglia spesa connessa ai conti di pagamento: quindi, non solo quelle relative alla gestione, ma anche le spese di emissione. Dall’altro lato, però, essendo indicato nel Documento Informativo delle Spese, di regola associato al Foglio Informativo recante l’elencazione analitica di ogni singola voce di costo, risulta essere di difficile reperimento da parte del cliente.

Secondo un recente studio, l’Icc rilevato nel gennaio 2020 ha subito un notevole aumento rispetto all’Isc accertato nel settembre 2019. Difatti, dai dati pubblicati emerge che il costo medio annuo di un conto corrente tradizionale è salito da 145 a 152 euro. Tale aumento viene considerato figlio dei salvataggi degli istituti di credito in sofferenza, oltre che della partecipazione delle banche al Fondo Italiano di tutela dei depositi.

Prendendo in considerazione solo le banche tradizionali, tra le più convenienti attualmente possiamo menzionare Monte dei Paschi di Siena e Banco Bpm.
Ponendole a confronto con le banche alternative, queste ultime continuano in alcuni casi ad essere più economiche per il cliente, sebbene il cambio dell’indice abbia determinato un inasprimento del costo annuo.

Ponendo invece attenzione agli indici di stabilità e robustezza, traspare dai medesimi studi statistici che in Italia gli istituti di credito tradizionali godono di tutti i requisiti richiesti dalla Bce, nonostante le ultime vicende di crisi bancaria: al vertice vi sono, tra le altre, Credito Valtellinese, Banca Sella e Monte dei Paschi di Siena (ad oggi, dopo il salvataggio, controllata dal Ministero dell’Economia per il 68,2%).

Tuttavia, le banche gestite con sistemi alternativi al tradizionale, nonostante un lieve calo nell’ultimo anno, risultano essere ancora tra le più solide. Si consideri comunque che sono chiamate a sostenere costi inferiori rispetto alle tradizionali, dovendo ad esempio gestire pochi sportelli e dirigere le pratiche prettamente on line. In testa, vi sono tra le altre Mediolanum, Fineco, Banca Fideuram e Banca Generali.

Per i giovani intenti all’apertura di un conto corrente il mercato garantisce una pluralità di offerte, così consentendo a ciascuno di poter scegliere il conto più confacente alle proprie esigenze e disponibilità economiche. Il primo step sarà pertanto quello di comparare il costo complessivo di ogni conto assieme all’operatività garantita, onde procedere ad una scelta ragionata e consapevole (per approfondimenti sui prodotti più convenienti sul mercato: Migliorcontocorrente.org).