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Google pay, come funziona?

REGGIO EMILIA – Il periodo natalizio del 2019 conferma un trend già positivo relativamente alla crescita dei pagamenti a mezzo carte elettroniche in Italia: risulta, infatti, che le operazioni concluse con carte di credito, di debito e prepagate (gestite da Sia) sono circa 123 milioni, registrando un +33,7% rispetto allo scorso anno. Di queste, l’82,5% sono state eseguite nei negozi fisici ed il restante 17,5% online, rispettivamente in aumento del 31,8% e del 43,3% rispetto a Natale 2018.

Più specificatamente, il boom è datato 23 dicembre con ben 21 milioni di transazioni, di cui 18 milioni soltanto presso i rivenditori fisici.

Questo dato statistico rende evidente che è in atto un’evoluzione digitale sempre più diretta alla sostituzione del denaro contante con le carte di pagamento: trattasi di strumenti di gestione del denaro più comodi e sicuri, ed in taluni casi non particolarmente onerosi per il titolare. Tra essi, sono sempre più in aumento le cosiddette carte conto, ovvero le carte prepagate dotate di un codice Iban identificativo, che garantiscono al titolare alcune funzionalità tipiche dei conti correnti tradizionali oltre che un risparmio in termini economici (per ulteriori informazioni sulle carte conto: Cartedipagamento.com).

Uno step ulteriore verso la dematerializzazione e la semplificazione dei pagamenti è rappresentato da Google Pay, un’applicazione scaricabile gratuitamente sul proprio smartwatch oppure smartphone Android o IOS (solo Stati Uniti) munito della tecnologia Nfc, su cui collegare le proprie carte di pagamento (fra cui la prepagate Hype ovvero anche N26, Fineco e Widiba), ma anche gift card o carte fedeltà emesse da chiunque aderisca al sistema.

Dopodichè per concludere un’operazione presso i rivenditori fisici non sarà più necessario esporre la propria carta fisica essendo sufficiente avvicinare il proprio dispositivo al Pos abilitato; quanto invece agli acquisti online, basta cliccare sull’icona “acquista con G pay”. Chiaramente occorre valutare preventivamente se si tratti di esercenti abilitati a questa tipologia di pagamenti: per quelli tradizionali, è bene che siano dotati di un Pos abilitato ai pagamenti in contactless (a titolo esemplificativo, si annoverano Esselunga, Lidl e H&M) mentre i rivenditori online si riconoscono dall’icona (come Asos, Flixbus o Ryanair).

Uno dei vantaggi di Google Pay è rappresentato dalla sicurezza garantita al titolare delle carte: non solo non vengono più manovrate le carte fisiche, ma soprattutto questa applicazione è dotata di un sistema di tutela dei dati sensibili altamente potenziato. Google infatti sfrutta la crittografia ed al momento dell’esecuzione dell’operazione non mette a disposizione dell’esercente il numero della carta, ma un numero di conto virtuale, così da porre al riparo i dati del titolare da furti o clonazioni. Infine, anche qualora si dovesse smarrire il dispositivo su cui è scaricata Google Pay, nessuno può effettuare pagamenti, poiché i dati delle carte configurate non sono registrati sullo smartphone o smartwatch utilizzato.

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