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Fastpacking: un nuovo modo di fare trekking

REGGIO EMILIA – L’escursionismo e il trekking sono attività fisiche che comprendono diversi stili da praticare, come per esempio: il backpacking, il trail running, il light hiking, l’hydro hike, l’urban walking, ecc. Ognuna di queste discipline, in base al tipo di percorso da affrontare, deve essere accompagnata dal giusto equipaggiamento.

Da un po’ di tempo a questa parte, tra i nuovi modi di fare trekking, sta spopolando il fastpacking. Fondamentalmente si tratta di un’attività che deriva dal connubio di backpacking ultraleggero e di trail running.

Questo tipo di escursionismo prevede jogging in pianura, percorsi in salita, corse in discesa e come equipaggiamento include uno zaino leggero dotato di: sacco a pelo, provviste essenziali ed eventualmente una tenda (qualora sul percorso non ci siano rifugi o altri ripari).

Durata del percorso
Letteralmente il nome inglese “fastpacking” deriva dall’unione di “fast” (veloce) e “packing” (fare i bagagli, preparare lo zaino o la valigia). In pratica non si tratta di una semplice escursione, perché l’attività prevede non soltanto di percorrere un tragitto a carico leggero, alternando la corsa al passo ma anche di stare fuori almeno una notte.

In definitiva il percorso può durare anche più giorni, questo dipende dalla vostra resistenza, da come vi organizzate e dalla meta da raggiungere.

L’equipaggiamento giusto
Il peso trasportato da un fastpacker non supera le 15 libbre (6,8 kg); i più esperti addirittura arrivano a un carico di sole 10 libbre (4,5 kg). Ovviamente il peso può variare in base alla durata della sessione e al tipo di esigenze che questa comporta.

L’attività può essere auto-supportata (o supportata) o senza supporto; nel primo caso il fastpacker lascia dei depositi di provviste lungo il percorso stabilito, mentre nel secondo, non è previsto alcun tipo di assistenza esterna.

Oltre ai viveri, al materiale di ricerca e alle mappe, l’equipaggiamento da fastpacking prevede l’utilizzo di calzature da trekking adatte al terreno da percorrere. A tale proposito vi suggeriamo il modello salomon quest 4d 3 gtx, ideale per questo tipo di attività.

I viveri
Il quantitativo di viveri da trasportare, dipende molto dal tipo di percorso e dalla durata della sessione di fastpacking. Se optate per la modalità auto-supportata, dovete portarvi dietro delle razioni sufficienti a coprire tutto il percorso. Diversamente dovete pianificare un percorso che vi consenta di effettuare delle tappe di rifornimento o di contare su un gruppo di supporto.

Non sottovalutate i rifornimenti d’acqua e valutate bene il clima, il territorio e le eventuali fonti dalle quali attingerla. Studiate bene il percorso e non fate affidamento esclusivamente su fontane o sorgenti segnalate sulle mappe, in quanto potrebbero essere secche o inquinate.

Se siete degli esperti di sopravvivenza potete anche purificare l’acqua ma vi suggeriamo comunque di basarvi su scorte sicure come quella imbottigliata.

Tappe notturne
Per ciò che concerne le soste notturne all’aperto, bisogna prestare molta attenzione alle normative regionali che regolamentano il camping e i luoghi nei quali è possibile bivaccare senza problemi.

In pratica è necessario attenersi alle leggi di ogni singola zona che decidete di includere nel vostro percorso. Chiaramente laddove non è possibile bivaccare, non escludete la soluzione alternativa del pernottamento in una struttura ricettiva presente nei dintorni.

La scelta del percorso
Scegliete il vostro percorso da fastpacking in base ai vostri interessi ma soprattutto in base alla vostra preparazione fisica e alla vostra esperienza.

Considerate la possibilità di fare eventuali rifornimenti e non trascurate il fattore sicurezza. Qualora le cose dovessero andare storte, dovrete essere preparati a qualsiasi evenienza. Informate qualcuno di fiducia in merito al vostro percorso e al tempo che avete stimato per raggiungere la meta. Prendete tutte le cautele necessarie, specialmente se decidete di affrontare il tragitto in solitaria e preparate un piano di sicurezza con diverse vie d’uscita, per richiedere eventuale soccorso.

Ovviamente prima di cimentarvi nel fastpacking, cercate di tenervi in forma e optate per un percorso che siete sicuri di portare a termine. Pianificate tutto con criterio studiate bene il territorio e non cercate di improvvisare o di strafare, il pericolo è sempre dietro l’angolo.

Documentare un percorso
Se volete immortalare la vostra esperienza di fastpacking, potreste prendere in considerazione l’idea di documentarla. Scegliete lo strumento più pratico da usare e più adatto alle vostre esigenze, allo scopo di creare un vero e proprio diario di viaggio della vostra avventura.

Che si tratti di un taccuino, di una videocamera o di uno smartphone, potrete conservare un bel souvenir della vostra esperienza e perché no, fornire delle informazioni utili a chi vuole intraprendere lo stesso percorso.