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Aiuti alle famiglie in Emilia-Romagna

Dal 2009 a oggi il tasso di povertà è passato dal 2,2% al 4,5%

REGGIO EMILIA – A che punto è l’economia delle famiglie in Emilia Romagna? Stanno seguendo la tendenza di tutto il resto del Paese oppure c’è qualche novità di rilievo? Ebbene, se circa 4 o 5 anni fa la situazione sembrava essere abbastanza critica, oggi, finalmente, possiamo dire che le cose iniziano ad andare leggermente meglio. In realtà su tutto il Paese si parla di piccola ripresa, tanto piccola quanto importante data la condizione degli ultimi anni. Probabilmente non sono tutte rose e fiori come vogliono evidenziare i mass media, ma qualcosa si sta muovendo, ed è un buon segno. Tuttavia ci sono ancora tante criticità che devono essere risanate, ma l’impegno non manca.

Il Reddito di solidarietà
Il Reddito di solidarietà, o RES, è una delle misure attuate per dare un sostegno concreto alle famiglie che si trovano a vivere in una condizione economica complicata. Misura di contrasto voluta dalla Regione e che sta trovando una nuova applicazione sul territorio, come dire, fortunatamente qualcosa funziona, laddove ci si impegna. La Regione Emilia Romagna sta così facendo un grande sforzo per aiutare i suoi abitanti, stanziando circa 35 milioni di euro all’anno. Questa è una risorsa davvero importante, messa a disposizione dalla Regione con le sue sole forze. Sono circa 20 mila le famiglie che potrebbero beneficiare di questo contributo.

Proprio in questi giorni sono state inoltrate diverse domande di cui alcune son già state accolte. Da una prima valutazione sulle domande ricevute, si evince che ad aver fatto richiesta del contributo sono soprattutto disoccupati e famiglie con bambini. Si vede chiaramente quindi la sofferenza di un territorio provato dalla crisi.

I numeri della povertà in Emilia Romagna
Non sono proprio positivi i numeri di questa regione, sebbene rispetto ad altre le problematiche son state contenute. Oggi si può contare su una piccola ripresa economica. Nonostante questo, dal 2009 a oggi il tasso di povertà è passato dal 2,2% al 4,5% il che significa che le cose non vanno proprio bene. E ancora, oltre 65 mila famiglie si trovano al di sotto di quella che viene considerata la soglia di povertà assoluta, vale a dire che non hanno alcun reddito.

Una situazione gravissima rispetto a chi, invece, ha comunque la possibilità di ottenere un finanziamento o di chiedere un preventivo con cessione del quinto (vedi qui per ottenre maggiori informazioni http://www.calcoloprestito.org/guida/cessione-quinto-preventivo) per poter far fronte alle necessità della famiglia.

Tanti fondi da destinare, ma forse sarebbe meglio risolvere a monte
Non mancano quindi i fondi di solidarietà per le famiglie e per i disoccupati, tuttavia, nonostante i diversi stanziamenti disponibili, forse sarebbe meglio andare a risolvere il problema a monte. Chiaramente non è una cosa imminente, c’è molto da lavorare e probabilmente nei prossimi anni si continuerà a soffrire dei vari cambiamenti che sta subendo il nostro territorio.