Politica
|Striscione per Regeni, Reggio Civica: “Intervenga il prefetto, va rimosso”
Tarquini, Migale e Marchesini replicano al capogruppo Pd Ghidoni: “Il Municipio deve rappresentare tutti, non può diventare un megafono ideologico”. E invocano il principio di neutralità delle istituzioni
REGGIO EMILIA – Non si placa lo scontro politico sullo striscione “Verità e giustizia per Giulio Regeni” esposto da anni sulla facciata del Municipio. Dopo la presa di posizione del capogruppo Pd Riccardo Ghidoni, che ha assicurato che “quello striscione rimarrà dov’è”, arriva la replica di Giovanni Tarquini e Carmine Migale, consiglieri comunali di Lista Civica per Reggio, e di Matteo Marchesini dell’Associazione Reggio Civica.
I tre chiedono direttamente l’intervento del prefetto Salvatore Angieri affinché lo striscione venga rimosso, sostenendo che la facciata del Municipio debba rispettare il principio di neutralità delle istituzioni.
“Le dichiarazioni del capogruppo del Partito Democratico in Sala del Tricolore – attaccano – dimostrano ancora una volta come la sinistra reggiana sia incapace di scindere il rispetto istituzionale dall’incontinenza ideologica di partito”.
La polemica si è riaccesa dopo la recente sentenza di primo grado della Corte d’Assise di Roma sul caso Regeni. Tre esponenti degli apparati di sicurezza egiziani sono stati condannati a dieci anni per il sequestro del ricercatore italiano, mentre un quarto imputato è stato assolto. I giudici hanno fatto cadere l’accusa di omicidio contestata a uno degli imputati. Le difese hanno già annunciato l’intenzione di ricorrere in Appello.
Secondo Reggio Civica, proprio la pronuncia della magistratura renderebbe ormai superata la permanenza dello striscione sulla facciata del Comune. “Mantenere un vessillo di protesta sulla facciata del Municipio significa ignorare la natura delle pubbliche istituzioni e trasformare la Casa di tutti i cittadini reggiani in un permanente tabellone di propaganda”.
Tarquini, Migale e Marchesini respingono anche il richiamo di Ghidoni alla storia della città e alla Sala del Tricolore: “Tirare in ballo il Tricolore e la libertà di pensiero per giustificare l’occupazione ideologica di un edificio pubblico è il solito cortocircuito in cui cade ripetutamente questa sinistra”.
Per i tre esponenti civici, mantenere lo striscione non sarebbe necessario per manifestare vicinanza alla famiglia Regeni. “Il dolore e la ricerca della verità non sono facili strumenti di propaganda di bottega. Il rispetto per la vicenda di Regeni e la vicinanza alla sua famiglia non si misurano con un telo di plastica appeso al Comune”.
Reggio Civica sostiene inoltre che la normativa sull’esposizione delle bandiere negli edifici pubblici imporrebbe la rimozione dello striscione. Il Dpr 121/2000 disciplina effettivamente l’esposizione della bandiera italiana e di quella dell’Unione europea sugli edifici pubblici e prevede anche casi nei quali, su disposizione del Governo o del prefetto, possono essere esposte bandiere in particolari ricorrenze; il testo, tuttavia, riguarda specificamente la disciplina delle bandiere e non contiene, nelle disposizioni richiamate, un espresso divieto generale di esposizione di striscioni sulle facciate municipali.
La richiesta politica di Tarquini, Migale e Marchesini resta comunque netta: “Lo striscione va tolto e ancora una volta è il prefetto che deve intervenire. Non per dimenticare, ma per rispetto di quel principio di neutralità riconosciuto dalla nostra Costituzione alle pubbliche istituzioni”.
“Reggio Emilia – concludono – ha bisogno di istituzioni che rappresentino finalmente l’intera comunità, non di un gruppo politico che usa il Municipio come megafono ideologico”.

