Il capogruppo dem risponde al centrodestra che ne chiede la rimozione: “È un esempio della libertà di pensiero e dell’opposizione ai regimi. Non possiamo retrocedere sulla richiesta di giustizia”
REGGIO EMILIA – “Non temete: quello striscione rimarrà dove è stato negli ultimi dieci anni, accanto al cuore delle istituzioni cittadine, accanto al luogo dove è nato il Tricolore”. Riccardo Ghidoni, capogruppo del Pd in Sala del Tricolore, risponde così alla richiesta delle opposizioni di centrodestra di rimuovere lo striscione che chiede “Verità e giustizia per Giulio Regeni”.
La polemica arriva dopo la sentenza di primo grado pronunciata dalla Corte d’Assise di Roma: tre esponenti degli apparati di sicurezza egiziani sono stati condannati a dieci anni per il sequestro aggravato del ricercatore italiano, mentre un quarto imputato è stato assolto. È invece caduta l’accusa di omicidio contestata a uno degli imputati.
Per Ghidoni, tuttavia, la sentenza non fa venir meno il significato dello striscione esposto a Reggio Emilia. “Giulio è un’eredità nazionale, oggi è un patrimonio collettivo, un esempio della libertà di pensiero, della libertà della ricerca accademica, dell’opposizione ai regimi. Un termine di paragone inviolabile”.
Il capogruppo del Pd attacca poi il Governo: “Inizi ad avere un po’ di dignità e orgoglio nazionale e difenda la memoria di un suo cittadino che il regime dittatoriale egiziano ha rapito, torturato, ucciso e abbandonato lungo una strada”. Ghidoni richiama quindi le parole dei genitori di Regeni, Paola Deffendi e Claudio Regeni, sostenendo che Reggio Emilia si riconosca nella loro battaglia per ottenere verità e giustizia.
“La verità è stata affermata – prosegue – ma non possiamo retrocedere di un passo sulla richiesta che la giustizia sia davvero applicata”.
Il consigliere ricorda quindi i dieci anni trascorsi dalla scomparsa e dalla morte del ricercatore e le difficoltà incontrate dall’inchiesta. Anche il procuratore di Roma Francesco Lo Voi, dopo la sentenza, ha parlato di una collaborazione “non proficua” da parte delle autorità egiziane.
Per Ghidoni la vicenda riguarda direttamente anche l’identità politica e civile di Reggio Emilia: “Per la storia democratica della nostra città, per la solidarietà verso gli oppressi dai regimi, per le battaglie per i diritti umani e civili come valori che oggi costituiscono la nostra identità collettiva, non possiamo restare indifferenti”.
Il capogruppo dem conclude auspicando una nuova iniziativa del Comune: “Come amministrazione comunale, confido che sapremo trovare il modo giusto di onorare la memoria di Giulio Regeni e valorizzare la battaglia di tante persone comuni a fianco della famiglia per la verità e la giustizia”.

