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Delegazione ebraica al Malaguzzi, Pederzoli contesta i legami con l’esercito israeliano
Cosimo Pederzoli

L’attivista per la Palestina solleva dubbi sul gruppo di educatori atteso dall’11 al 16 ottobre: secondo le sue segnalazioni, alcune organizzatrici sono legate a realtà che sostengono l’Idf. Chieste verifiche a Reggio Children

REGGIO EMILIA – “Tornano le scuole ebraiche americane a Reggio Emilia. Ospitano soldati e supportano l’Idf. Quali valori condividiamo con loro?”. La domanda arriva da Cosimo Pederzoli, storico attivista per la Palestina reggiano, nel cui mirino finisce l’arrivo (dall’11 ottobre al 16 ottobre) di una delegazione composta da insegnanti ed educatori al Centro Internazionale Loris Malaguzzi organizzato da “Paradigm Project”.

Si tratta, spiega Pederzoli, “di una rete di scuole ebraiche riunite per ‘l’innovazione nell’educazione ebraica della prima infanzia’, finanziata principalmente da fondazioni filantropiche e organizzazioni della comunità ebraica nordamericana”. Sulla piattaforma “eventbrite”, continua il proPal, “viene dettagliato il viaggio a Reggio Emilia (posti terminati) e compaiono gli organizzatori di questa trasferta emiliana”.

In particolare, “sono direttrici di scuole ebraiche americane che, negli ultimi anni, si sono adoperate in iniziative a supporto delle unità militari dell’Idf, promuovendo anche incontri tra bambini e soldati israeliani”. Tra gli organizzatori c’è ad esempio la “Director of Early Childhood Professional Learning of Jewish United Fund”, fondazione umanitaria con base a Chicago impegnata a supportate l’organizzazione “Friends of the Israel Defense Forces”. Compare poi anche la “Head of Early Childhood at Bernard Zell Anshe Emet Day School in Chicago”, istituto “che da sempre pianifica momenti di incontro tra soldati israeliani e bambini, tramite l’associazione Friends of the Idf – Illinois Chapter”, dice ancora Pederzoli.

Sempre tra gli organizzatori della trasferta reggiana, infine, “c’è chi collabora con la United Hebrew Congregation di St.Louis, realtà inserita nel progetto ‘ConnetcionsIsrael’ che raccoglie fondi per inviare dolci e cibo alle truppe dell’esercito israeliano impegnate in Palestina, il tutto accompagnato dai disegni di bambini”, sottolinea ancora Pederzoli. “Tutte queste figure vantano, nei loro curricula, di essere state formate a Reggio Emilia”, ricorda l’attivista, segnalando che “Reggio Children, dopo due anni di segnalazioni e report dal basso, ha recentemente dichiarato di voler far sottoscrivere un documento a chi vorrà passare dal Malaguzzi”.

Il testo, viene precisato, “non è stato condiviso ma dovrebbe esserci un riferimento al contrasto alla militarizzazione nelle scuole, come punto da accettare in fase di formazione e di ‘Study Group'”. Insomma “se questa delegazione Paradigm Projects in arrivo a Reggio fosse confermata c’è da porsi qualche domanda: Conosciamo i profili dei partecipanti? Possiamo escludere con certezza di fornire servizi a personale educativo vincolato ad una pedagogia militare sionista?”, conclude quindi Pederzoli. Che chiosa: Da anni queste domande a Reggio Emilia non si possono porre. E chi lo fa è un antisemita”.