E’ morto all’età di 69 anni lo storico dirigente e atleta della Polisportiva Rubiera. Era uno dei protagonisti della Caretera ed Rubera e una presenza costante nella vita sportiva della comunità. Martedì mattina i funerali
RUBIERA (Reggio Emilia) – Rubiera dice addio a Mirko Melli, 69 anni, uno dei volti più conosciuti e riconoscibili dello sport cittadino. La notizia della sua morte sta suscitando in queste ore numerose reazioni e messaggi di cordoglio, soprattutto nel mondo delle associazioni sportive e tra le tante persone che negli anni hanno condiviso con lui gare, allenamenti, manifestazioni e iniziative.
Melli, che è morto dopo una breve malattia, era molto più di un dirigente sportivo. Era una presenza storica della vita associativa di Rubiera. Presidente della Polisportiva Rubiera e per anni alla guida della Podistica Rubierese, aveva legato il proprio nome soprattutto alla corsa e alla promozione dello sport come momento di aggregazione.
La Podistica Rubierese, nata nel 1980, ha sempre avuto come filosofia non soltanto il risultato agonistico, ma soprattutto la partecipazione, lo stare insieme e il piacere di praticare sport in compagnia. Una filosofia che Melli aveva fatto propria e che aveva contribuito a portare avanti per decenni.
Il suo nome è indissolubilmente legato anche alla Caretera ed Rubera, la storica manifestazione podistica che rappresenta uno degli appuntamenti sportivi più longevi e partecipati della città. Nel febbraio scorso si è disputata la 44ª edizione, organizzata dalla Podistica Rubierese. Tra i riferimenti dell’organizzazione compariva ancora Melli.
Mirko Melli dietro a Pietro Mennea
Melli non era però soltanto un organizzatore. Era anche un atleta. Aveva corso i 200 metri ai campionati nazionali nel 1980 e aveva partecipato ai campionati mondiali di bob a quattro. Pubblichiamo una foto che lo vede proprio dietro al grande velocista italiano che, proprio in quell’anno, avrebbe vinto l’oro alle olimpiadi a Mosca. La sua carriera sportiva è poi proseguita ed è documentata dalla Federazione italiana di atletica leggera, che lo registrava con la Polisportiva Rubiera nella categoria SM65. Tra i risultati più recenti figura anche la partecipazione alla maratonina di Maranello del 29 marzo 2026, chiusa in 2 ore, 17 minuti e 45 secondi.
Una vita dunque trascorsa tra piste, strade, manifestazioni e persone. Una passione che lo aveva portato a ricoprire ruoli dirigenziali di primo piano nella Polisportiva Rubiera. Aveva un negozio di articoli sportivi e, recentemente, collaborava con il negozio di Reggio Sport e faceva scarpe per i corridori su misura. Mirko lascia la moglie Barbara, la figlia Agata, i nipotini Francesco e Cristina e il fratello Giorgio. I funerali si terranno martedì alle 8,50 partendo dalla Casa del Commiato del cimitero di Rubiera per giungere alle 9 alla pieve di San Faustino dove sarà celebrata la funzione religiosa. La salma proseguirà poi per il cimitero locale.
Il sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro, lo ricorda così: “Ci ha lasciato un pezzo importante della storia umana e sportiva di Rubiera. Ci incrociavamo spesso, dietro al municipio, nelle sue passeggiate. In realtà non credo di averlo mai visto fermo, Mirko. Sempre di corsa, letteralmente. Motore instancabile di iniziative della polisportiva, a partire dalla Caretera ed Rubera, ferreo sostenitore di quanto lo sport sia indispensabile per la crescita della comunità. Grande atleta, formatore, era poi diventato una dei più grandi professionisti esistenti sulle attrezzature sportive: le sue scarpe hanno contribuito a grandi successi sportivi. E’ difficile immaginare il paese senza di lui, senza la sua energia. Prese parte anche ai campionati mondiali di bob a quattro. Un po’ di tempo fa aveva pubblicato questa foto, in occasione della scomparsa di Mennea, invitando a non dimenticarsi mai di lui. Mirko è lì, dietro di lui, col numero dieci, in questa foto che mi sono permesso di recuperare. Non dimenticheremo certo Mennea, Mirko. Ma non ci dimenticheremo mai di te: campione dello sport, che ha portato migliaia di persone a correre senza necessariamente dover vincere qualcosa. Le mie più sincere condoglianze ai suoi cari”.

