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Rifiuti, le liste civiche a Rec: “Nessuno ha mai chiesto il massimo ribasso”

Gianluca Paoli di Progetto Civico: “Qualità del servizio e risparmio per cittadini e imprese non sono incompatibili”. Il confronto con Parma e Piacenza: “Quasi 60 milioni di euro di risparmi grazie alle gare”

REGGIO EMILIA – “Nessuno ha mai chiesto il massimo ribasso”. Le liste civiche replicano a Reggio Emilia in Comune sul futuro affidamento del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti e respingono l’accusa di voler puntare esclusivamente al contenimento dei costi. A intervenire è Gianluca Paoli, consigliere provinciale ed esponente di Progetto Civico, il raggruppamento provinciale delle liste civiche, dopo le dichiarazioni di Giuliano Gualandri di Rec sulla gara per il nuovo affidamento.

“Quello di Rec è un maldestro tentativo di screditare il contributo alla discussione portato dalle liste civiche indipendenti”, sostiene Paoli. “Noi chiediamo una gara vera, secondo i criteri dell’offerta economicamente più vantaggiosa, come è già stato fatto nelle altre Province, con standard elevati sulla qualità del servizio, tutela dei lavoratori, limiti ai subappalti e contemporaneamente una seria competizione sui costi”.

Il punto, per le civiche, è che qualità del servizio e risparmio per i cittadini non sarebbero concetti incompatibili.

“Le bollette aumentano mentre cresce la raccolta differenziata”
Le liste civiche riportano quindi il caso di Reggio Emilia, dove le tariffe Tari sono aumentate dell’8% nel 2025 e nel 2026 registrano un ulteriore incremento compreso tra il 4,93% e il 5,23%. “Per una famiglia di tre persone significa arrivare a pagare, in soli due anni, quasi 50 euro in più per lo stesso servizio”, sostiene Paoli.

Nel frattempo, ricordano le civiche, Iren continua a gestire il servizio rifiuti nel capoluogo senza una nuova gara pubblica dal 2011, attraverso un sistema di proroghe che, secondo Progetto Civico, si protrae da oltre quattordici anni. La prossima gara avrà inoltre un peso particolarmente rilevante: il nuovo affidamento dovrebbe durare 15 anni.

Il confronto con Parma e Piacenza
Per le liste civiche, il rischio che alla gara reggiana partecipi soltanto il gestore uscente esiste, ma le esperienze di Parma e Piacenza dimostrerebbero che Iren può essere messa comunque in concorrenza. In entrambe le province, infatti, Iren Ambiente, già gestore del servizio, si è aggiudicata le rispettive gare. Ma, sottolineano le civiche, la competizione avrebbe prodotto un risparmio significativo.

A Parma, su una concessione del valore di 813 milioni di euro, il ribasso è stato del 4,27%, pari a oltre 34 milioni di euro nell’arco dei 15 anni. A Piacenza, invece, su una base di gara di 505,2 milioni di euro, il ribasso è stato del 4,77%, per un risparmio di circa 24 milioni.

“Parliamo quindi di quasi 60 milioni di euro complessivi che la competizione ha consentito di risparmiare”, sostiene Paoli. “Nessuna corsa al massimo ribasso, che semplicemente non c’è stato, perché l’offerta economica doveva essere congrua rispetto a quella tecnica”.

Secondo le liste civiche, proprio il meccanismo dell’offerta economicamente più vantaggiosa consentirebbe di mettere insieme qualità del servizio, diritti dei lavoratori, sostenibilità e contenimento dei costi.

L’attacco a Reggio Emilia in Comune
Paoli passa poi all’attacco politico di Rec, contestando il cambio di posizione che, a suo giudizio, sarebbe avvenuto negli ultimi anni. “Se c’è qualcosa di cui stupirsi, non è certo la nostra posizione, risaputa e argomentata, ma quella di chi, per opportunismo politico, ha cambiato la propria in questi anni”, afferma.

Il riferimento è proprio a Reggio Emilia in Comune. Paoli ricorda la protesta del gennaio 2023, quando alcuni attivisti occuparono la sede reggiana di Iren contestando le politiche della multiutility. “Oggi, dopo aver appoggiato Marco Massari e il Partito Democratico alle elezioni comunali, interviene a favore di Iren, per prendere tempo e mantenere lo status quo”, sostiene il consigliere provinciale.

Paoli si chiede quindi “cosa sia cambiato”, citando anche la nomina di una rappresentante di Rec nel Consiglio di amministrazione di Acer e il relativo compenso indicato in 25mila euro lordi all’anno.

“Cosa è cambiato nei sindaci?”
Le liste civiche allargano poi il confronto ai sindaci reggiani. Il riferimento è alla decisione dell’aprile 2024, quando, secondo Paoli, i primi cittadini si astennero all’unanimità dall’approvazione dei PEF presentati da Iren, sollevando questioni legate a trasparenza, equità e sostenibilità del servizio.

“Anche a loro facciamo la stessa domanda: cosa è cambiato da allora a oggi?”, chiede Paoli. Secondo le civiche, nell’ultima votazione i sindaci si sarebbero invece espressi tutti a favore, con l’unica eccezione del sindaco civico di Casalgrande, Giuseppe Daviddi, che si sarebbe nuovamente astenuto.

“Noi non abbiamo cambiato posizione”
In conclusione, Progetto Civico rivendica la propria autonomia politica. “Noi, a differenza di Rec, siamo rimaste liste civiche autonome. Non siamo entrate nella maggioranza del Pd e non abbiamo cambiato posizione dopo le elezioni”, afferma Paoli. La richiesta, quindi, resta la stessa: una gara pubblica vera, tutela dei lavoratori, qualità del servizio, controllo pubblico, trasparenza e costi più sostenibili per cittadini e imprese.

“Continuiamo a chiedere quello che chiedevamo prima delle elezioni”, conclude Paoli. “Perché qualità del servizio e risparmio per i cittadini non sono concetti incompatibili”.