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Paura sul volo Dubai-Tel Aviv, pilota accoltellato: atterraggio d’emergenza in Arabia Saudita
Passeggeri ed equipaggio intervengono per bloccare l’aggressore. Netanyahu: il copilota avrebbe tentato di far precipitare l’aereo. Indagini sul movente
ROMA – Sono stati i passeggeri e i membri dell’equipaggio a fermare l’aggressione nella cabina di pilotaggio, prima che il volo Dubai-Tel Aviv riuscisse ad atterrare in Arabia Saudita. A bordo dell’aereo Flydubai, secondo quanto dichiarato dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, il copilota avrebbe accoltellato il comandante e tentato di far precipitare il velivolo. L’uomo è stato arrestato dopo l’atterraggio a Tabuk ed è affidato alle autorità saudite.
La compagnia ha confermato una colluttazione nella cabina di pilotaggio del volo FZ1073, partito da Dubai e diretto all’aeroporto Ben Gurion. L’aereo ha concluso la deviazione con un atterraggio in sicurezza. Restano da chiarire la dinamica completa dell’aggressione e il movente, mentre le autorità israeliane stanno valutando l’ipotesi di un attacco terroristico.
Secondo le informazioni riportate nel corso della mattinata, a bordo viaggiavano 174 passeggeri, tra cui 27 bambini. Il velivolo era decollato alle 7,05, con arrivo previsto a Tel Aviv intorno alle 9,30. L’allarme sarebbe scattato dopo circa un’ora e mezza di viaggio, quando dall’aereo è partito un segnale di emergenza per una possibile interferenza illecita.
Il timore di un dirottamento ha indotto l’Aeronautica israeliana a far decollare i caccia. Nel frattempo, all’interno del velivolo, alcuni passeggeri sarebbero intervenuti per immobilizzare l’aggressore e consentire di riprendere il controllo della situazione.
A raccontare quei momenti è stata, tra gli altri, una donna di nome Meital, intervistata dall’emittente israeliana Channel 12. La passeggera ha riferito che il marito si sarebbe precipitato verso la parte anteriore dell’aereo dopo aver sentito gridare che era in corso un accoltellamento. Insieme ad altre persone avrebbe quindi contribuito a bloccare l’uomo.
La donna ha descritto scene di sangue e paura. Altri racconti sono arrivati attraverso video registrati a bordo e inviati ai familiari: nelle immagini e nelle testimonianze rilanciate dalla stampa israeliana compaiono persone ferite e passeggeri ancora scossi. Un filmato diffuso da Israel Hayom mostrerebbe invece applausi e canti durante l’atterraggio in Arabia Saudita.
Le prime notizie avevano parlato di una lite tra i piloti, accompagnata da indicazioni discordanti sulle loro nazionalità. Nelle ore successive è emersa una ricostruzione più grave: l’aggressione al comandante sarebbe stata seguita dal tentativo di assumere il controllo dell’aereo. Un funzionario israeliano citato da Reuters ha indicato il presunto aggressore come un cittadino dell’Oman.
Le testimonianze dei passeggeri e i filmati saranno ora elementi centrali per ricostruire quanto accaduto. L’ipotesi terroristica resta al vaglio degli investigatori: le dichiarazioni raccolte nelle ore successive all’emergenza, comprese quelle di chi ha definito l’aggressore un “terrorista”, non chiariscono da sole le ragioni del gesto.

