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La Nuova Luce apre la settima casa per i migranti: si chiama Ve-Ra

Inaugurato l’appartamento di via Fontanelli. Ospiterà Ali, Baha e Ahmed, 18 anni. Il nome è un omaggio a Veronica Prampolini e Raffaele Leoni

REGGIO EMILIA – Una casa non è soltanto un tetto. È un punto da cui ripartire. Per Ali, Baha e Ahmed, 18 anni, da pochi giorni è anche un luogo da poter chiamare casa. I tre ragazzi sono infatti i nuovi ospiti dell’appartamento di via Fontanelli, la settima abitazione messa a disposizione dei migranti dall’associazione La Nuova Luce la cui presidente è Maria Diletto.

La casa è stata inaugurata domenica scorsa e porta un nome carico di significato: Ve-Ra. Due sillabe che racchiudono il ricordo di due persone molto conosciute e stimate a Reggio Emilia, Veronica Prampolini, la “signora del Crostolo”, e Raffaele Leoni, figura storica del welfare pubblico reggiano.

la nuova luce

L’appartamento è stato messo a disposizione dai proprietari, Alberto e Carla Caraffi. Al suo interno hanno trovato posto tre giovani che già lavorano e che ora possono contare anche su una sistemazione stabile. Per loro cambia quindi qualcosa di molto concreto: oltre al lavoro, c’è ora una casa dove tornare, un luogo stabile e un punto di riferimento.

La cerimonia di inaugurazione è stata accompagnata anche da un momento di preghiera. A guidarlo è stato don Daniele Simonazzi, che ha partecipato al taglio del nastro. Presente anche Gloria Cacciavillani, in rappresentanza dell’associazione Amici di Omozzoli Parisetti, che riunisce alcuni dei principali amici e sostenitori de La Nuova Luce.

la nuova luce

Quella di via Fontanelli è la settima casa aperta dall’associazione. Il progetto è iniziato poco più di quattro anni fa con la prima abitazione e da allora La Nuova Luce ha continuato ad accogliere persone in condizioni di fragilità.

Tra i volontari che oggi rendono possibile il progetto ci sono anche alcuni ex senzatetto che in passato vivevano nei pressi della stazione e che, grazie all’associazione, hanno intrapreso un percorso verso una vita più stabile e dignitosa. Ogni casa ha inoltre un proprio nome, scelto per raccontare una storia e mantenere vivo un legame con le persone che hanno lasciato un segno nella comunità.