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Giareda, scontro tra Filippi e il Pd: “Basta sperimentare sulla città”

L’esponente di Forza Italia attacca la giunta Massari sulla chiusura anticipata delle bancarelle. Anceschi e Barilli: “Due anni di sperimentazione per rilanciare la festa, ora lavoriamo a una formula definitiva”

REGGIO EMILIA – La Giareda torna al centro dello scontro politico. A riaccendere la polemica è Fabio Filippi, esponente di Forza Italia, che contesta alla Giunta Massari la scelta di chiudere anticipatamente le bancarelle della festa rispetto all’8 settembre. “Basta sperimentare sulla pelle della città”, attacca Filippi, ricordando quanto accaduto lo scorso anno, quando le bancarelle storiche della Giareda erano state trasferite in piazza della Vittoria. Una scelta che, secondo l’esponente di Forza Italia, aveva provocato polemiche e la rinuncia di alcuni degli artigiani abitualmente presenti alla manifestazione.

Quest’anno, aggiunge Filippi, “via le bancarelle anzitempo, senza troppe spiegazioni, con Corso Garibaldi vuoto proprio nel giorno della Festa della Madonna”. Per l’esponente di Forza Italia, dopo due anni dall’insediamento della giunta Massari, non sarebbe più il momento di sperimentare. “Trovo abbastanza curioso che una giunta debba ancora sperimentare a colpi di scelte infelici e impopolari”, afferma.

Filippi contesta in particolare la scelta di non mantenere le bancarelle anche l’8 settembre. “Il problema era legato alla lunghezza temporale della sagra? Sarebbe bastato rimandare l’apertura del mercato espositivo di qualche giorno per garantire un Corso in festa l’8 settembre”, sostiene. Nel mirino finisce anche la composizione del mercato. “Gli espositori storici in Giareda non si vedono più”, afferma Filippi, riferendo anche di segnalazioni relative a stand rimasti chiusi già alle 20.

La replica del Pd
A rispondere sono i consiglieri comunali del Partito Democratico Giovanni Anceschi e Cecilia Barilli, che rivendicano invece il percorso seguito dall’amministrazione. “La Giarèda è una festa centrale per la nostra città e per tutti i reggiani: per questo, due anni fa, abbiamo scelto di lavorare con cura al suo rilancio”, spiegano.

Secondo i due consiglieri, il programma della maggioranza prevedeva proprio “la riqualificazione dei mercati, l’animazione delle vie e delle piazze del centro storico, la valorizzazione delle tradizioni e delle feste di comunità”. La scelta di quest’anno, sostengono Anceschi e Barilli, sarebbe stata il risultato di un confronto con i diversi soggetti coinvolti: cittadini, commercianti, operatori del mercato e residenti.

“Gli operatori del mercato storico, con cui, dopo l’edizione dello scorso anno, ci siamo seduti più volte per decidere insieme dove collocarsi e per quanti giorni”, spiegano, avrebbero scelto via Ariosto e via Emilia Santo Stefano, con una durata di tre giorni. Il programma ha quindi previsto la mostra mercato di agricoltori, artigiani e florovivaisti in corso Garibaldi, mentre il mercato storico è stato trasferito in via Ariosto. Le giornate di lunedì e martedì sono state invece dedicate alle iniziative culturali e alle celebrazioni religiose.

La Ghiara al centro della festa
Il Pd sottolinea anche il ruolo della Basilica della Ghiara, rimasta aperta dalla mattina alla sera per tutta la durata della manifestazione grazie alla disponibilità dei Servi di Maria e della Fabbriceria. “Questa è la Giarèda che ci sta a cuore: la fiera, la cultura, e un patrimonio religioso e artistico che appartiene a tutti i reggiani, credenti e non”, affermano i consiglieri.

Anceschi e Barilli rivendicano quindi una concezione della Giareda che tenga insieme tradizione religiosa, cultura e attività commerciali. E definiscono la sperimentazione di questi due anni non come un errore, ma come un percorso necessario per arrivare a una formula definitiva. “Il lavoro non è finito. Questi due anni erano di sperimentazione, e la sperimentazione serve a imparare: cosa ha funzionato e cosa no, quali vie, per quanti giorni”, spiegano.

“Il prossimo anno una formula definitiva”
La questione tornerà inevitabilmente sul tavolo anche nel 2027, quando l’8 settembre cadrà di mercoledì. Il Pd annuncia quindi l’intenzione di arrivare a una soluzione stabile. “Vogliamo arrivarci con la proposta di una formula definitiva, discussa con gli operatori, i residenti, i Padri e nelle sedi istituzionali della città”, affermano i due consiglieri.

Infine, una stoccata a chi nelle ultime settimane ha parlato di “scristianizzazione” della città e di scelte legate alla Festa dell’Unità. “Chi in questi giorni parla di scristianizzazione, o legge nel calendario di una fiera un favore a una festa di partito, va nella direzione opposta”, concludono Anceschi e Barilli. “Divide, dove la città si è ritrovata insieme”.