Politica
|Fratoianni: “Se continuiamo a discutere su chi va a Palazzo Chigi, torna Meloni
Dal palco della Festa nazionale del Pd a Reggio Emilia il leader di Avs avverte il centrosinistra: “Diamoci una sveglia”. E lancia la proposta di una grande manifestazione su clima e transizione ecologica
REGGIO EMILIA – “Guardiamoci negli occhi, diamoci una sveglia”. È l’appello che Nicola Fratoianni, leader di Avs, ha lanciato ieri sera dal palco della Festa nazionale del Pd di Reggio Emilia. Nel confronto con Franco Gabrielli e Matteo Mauri, Fratoianni mette nel mirino il dibattito interno al centrosinistra e avverte gli alleati: il tempo per costruire un’alternativa alla destra non è infinito.
“Siamo a settembre del 2026, tra qualche mese andiamo alle elezioni”, sottolinea Fratoianni. “Oggi o diamo una sveglia e siamo in grado di presentare una proposta capace di raccontare agli italiani che se vinciamo noi cambiano le cose oppure il rischio concreto, diciamoci le cose come stanno, è che mentre si discute su chi deve andare a Palazzo Chigi torna alla fine Giorgia Meloni. E sarebbe un bel disastro”.
Il riferimento è soprattutto al confronto sulle primarie e sulla leadership della coalizione. Fratoianni precisa di non voler aprire una polemica personale con Giuseppe Conte o Elly Schlein. “Non ce l’ho né con Conte né con Schlein, ci mancherebbe: sono i miei alleati principali”, afferma. “Conte è un alleato decisivo, senza non si può vincere, perché senza il Pd si può vincere, ma anche senza Avs non si può vincere”.
Il problema, secondo il leader rossoverde, è il modo in cui si sta sviluppando la discussione. “Quando dico che questo dibattito sulle primarie è surreale lo dico perché sono preoccupato per come si è sviluppato il confronto completamente a prescindere da una discussione sul merito, sull’idea di Paese e di alternativa alla destra che vogliamo proporre agli italiani”.
“La prateria delle destre va chiusa”
Fratoianni guarda quindi alla crescita delle forze di destra in Italia e in Europa. “La propaganda cattiva delle destre neofasciste ha una prateria davanti e noi quella prateria la dobbiamo chiudere, la dobbiamo occupare con un’alternativa di società”. Per il leader di Avs, il fenomeno non riguarda soltanto l’Italia. “Questa internazionale nera cresce, si organizza, è alleata di Trump e di Putin. E le destre a livello globale si muovono unite”.
Fratoianni cita il quadro europeo e guarda anche alle elezioni in Sassonia, richiamando la crescita di forze dell’estrema destra. “Non è uno scherzo”, insiste. “C’è il partito neofranchista in Spagna a quei livelli, c’è Le Pen e Bardella in Francia che si giocano per la prima volta la presidenza della Repubblica francese, qui abbiamo Meloni e Vannacci”.
Ma perché queste forze riescono a conquistare consenso? La risposta, secondo Fratoianni, va cercata anche nelle condizioni materiali delle persone. “Succede anche perché la sicurezza sociale è andata a farsi benedire, perché gli stipendi in questo Paese sono fermi al palo e le pensioni pure mentre l’inflazione cresce”.
E ancora: “Succede perché la sanità pubblica è vicina al collasso, perché il diritto all’abitare non è più garantito mentre l’emergenza abitativa esplode nelle nostre città e nelle nostre periferie. Perché il diritto all’istruzione non è più garantito mentre fanno la morale tutti i giorni sui giovani ma quando si cerca di mettere in campo qualche risorsa per garantire ai giovani un futuro dignitoso li ricacciano nella precarietà”.
Nel mirino anche le politiche economiche e la spesa per la difesa. “Investono miliardi nella corsa al riarmo, tanto per dirne una, mentre sul fisco permane la timidezza e la subalternità culturale del centrosinistra”.
L’appello per l’autunno: “Facciamo una grande manifestazione sul clima”
Da Reggio Emilia Fratoianni rilancia quindi la necessità di cambiare passo. Non soltanto sul programma, ma anche sull’iniziativa politica. “Si può e si deve cambiare il passo della discussione tra di noi: questo riguarda il programma ma permettetemi riguarda anche l’azione oggi”, dice. “È vero che dobbiamo fare la festa di partecipazione, ma noi dobbiamo fare anche un po’ di mobilitazione”.
E indica un primo terreno concreto: la crisi climatica e la transizione ecologica. “Gli italiani ci chiedono qual è la vostra agenda per l’autunno?”, osserva Fratoianni, ricordando l’allarme legato alla crisi climatica. Da qui la proposta rivolta direttamente ai principali leader dell’opposizione: “Io penso che Conte, Schlein, Fratoianni, Bonelli e tanti tanti altri, chi vuole, dovrebbero mettersi lì e convocare una grande manifestazione sul tema della crisi climatica e della transizione ecologica”.
Una proposta che, nelle intenzioni di Fratoianni, dovrebbe diventare un primo banco di prova per una coalizione capace di parlare al Paese sui contenuti e non soltanto sulla futura leadership. “È un fatto politico”, sostiene. “Oggi noi abbiamo un governo di climafreghisti. Ma se andiamo noi al governo del Paese, in Europa che andiamo a dire? Oh, ma possiamo rimanere così?”.
Il riferimento è anche al dibattito politico italiano, che secondo Fratoianni continua a lasciare ai margini la questione ambientale. “Se non affrontiamo politicamente questo nodo, in questo che è l’unico grande Paese in cui questo dibattito è quasi inesistente, abbiamo le battute di La Russa: ma possiamo andare avanti con quello che dice il Presidente del Senato?”.
L’appello finale è rivolto ancora una volta agli alleati. “Mi rivolgo a Giuseppe Conte, a Elly Schlein e tutti e tutte gli altri che intendono lavorare all’alternativa: vediamoci, al più presto, vediamoci per discutere del programma e per discutere dell’azione, e dell’agenda dell’autunno”.
Per Fratoianni, la partita si gioca anche sulla capacità di ridare fiducia a un elettorato che rischia di allontanarsi dalla politica. “Se i cittadini e le cittadine ci vedono insieme a batterci per un obiettivo chiaro, allora forse è anche possibile che torni un poco di speranza. Altrimenti il rischio è quello della crescita della disaffezione e a quel punto anche del calo dei voti di cui invece abbiamo disperato bisogno per battere la destra e dare qualche speranza all’Italia”.

