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Elly Schlein: “Mai più il regalo alle destre di dividerci”

La segretaria Pd chiude la Festa dell’Unità di Campovolo: “Prima il programma, poi le primarie. E se le faremo, le vinceremo”

REGGIO EMILIA – “Prima il programma e poi le primarie. E se faremo le primarie le vinceremo. Non abbiamo nessuna paura del voto”. Elly Schlein chiude la Festa nazionale dell’Unità a Campovolo con un appello all’unità del centrosinistra e un messaggio rivolto alle altre forze di opposizione: fare fronte comune contro la legge elettorale e, soprattutto, evitare di ripetere gli errori del passato.

La segretaria del Pd indica la strada per costruire l’alternativa al governo di Giorgia Meloni: “Facciamo muro con le altre opposizioni rispetto a questa legge elettorale. Non è ancora detto che passi, poi concentriamoci con il programma”. Una linea che mette in secondo piano, almeno per il momento, il tema delle primarie e delle leadership per concentrarsi sui contenuti.

“Prima il programma e poi le primarie”, insiste Schlein, chiedendo al centrosinistra di smettere di discutere soltanto dei propri equilibri interni. “Smettiamola di parlare di noi e parliamo degli italiani”. E da Campovolo arriva anche una promessa politica: “Facciamo la promessa solenne di non fare mai più il regalo alle destre di dividerci. Lo dobbiamo alla nostra gente”.

È questo, secondo Schlein, uno dei passaggi decisivi per costruire una coalizione capace di contendere il governo al centrodestra. La segretaria dem rivendica il lavoro fatto in questi anni per ricucire i rapporti all’interno del campo progressista e sottolinea il ruolo del Partito democratico.

“Insieme abbiamo perseguito due obiettivi fondamentali: l’unità del Pd che è la premessa per l’unità di questa alleanza progressista che batterà queste destre”, afferma. E aggiunge: “Siamo testardamente unitari non perché ce l’abbia ordinato il medico ma perché ce lo chiedete voi, che meritate un’alternativa dopo il fallimento di Giorgia Meloni”.

Schlein ricorda come, dopo la sconfitta alle elezioni politiche del 2022, le diverse forze del centrosinistra avessero smesso di dialogare. “Le forze del centrosinistra dopo la sconfitta del 2022 non si parlavano più. Noi l’unità la pratichiamo ogni giorno”, rivendica.

Un’alleanza, nelle intenzioni della segretaria del Pd, che non deve però nascere semplicemente in funzione anti-destra. “Noi non vogliamo costruire l’alleanza contro i nostri avversari ma per le cose che possiamo fare insieme per l’Italia”, sottolinea. E rivendica il ruolo del Pd: “Il Pd è il primo partito di opposizione ed è il perno imprescindibile di questa alternativa”.

Da qui l’invito ad accelerare sulla costruzione di un programma comune. “Ora è il momento di accelerare sul programma comune. Non partiamo da zero però ma dalle tante proposte unitarie presentate in questi anni”. L’obiettivo è trasformare l’unità politica in una piattaforma concreta, evitando che il confronto interno sulle candidature e sulle primarie finisca per prendere il sopravvento.

Nel suo intervento conclusivo Schlein ha poi attaccato duramente il governo Meloni, individuando nell’economia uno dei principali terreni sui quali, a suo giudizio, emergerebbe il fallimento dell’esecutivo. “L’economia è il campo dove si misura il fallimento del Governo”, sostiene. E contesta la celebrazione della durata dell’esecutivo: “Hanno celebrato il record di durata con una fanfara spropositata. L’autocelebrazione di chi non ha risultati da mostrare si attacca alle date”.

Per Schlein il problema non è dunque quanto a lungo sia rimasto in carica il governo, ma ciò che avrebbe prodotto durante il suo mandato. “Avevano i numeri in Parlamento per fare tutto e non hanno fatto nulla. Hanno sprecato un’occasione storica. Un governo inutilmente lungo”, attacca. La chiusura della Festa nazionale dell’Unità diventa così, nelle parole della segretaria dem, una sorta di manifesto per la prossima fase politica: unità del Pd, costruzione di un programma condiviso con le altre opposizioni, battaglia comune sulla legge elettorale e, solo successivamente, il confronto sulle primarie e sulla leadership.

Schlein ha infine rivendicato anche il radicamento territoriale del partito, partendo proprio dalle Feste dell’Unità. “Tre anni fa le Feste dell’Unità erano 350, ora sono più di 500. Un numero che testimonia la voglia di crescere e la voglia di essere comunità”. E ha concluso con una rivendicazione dell’unicità della rete organizzativa dem: “Non esiste niente di paragonabile in Italia per capacità di mobilitazione e radicamento”.