Cronaca
|Centro storico e stazione, gli alimentari restano chiusi dalle 22
Nuova ordinanza del sindaco, in vigore fino al 30 settembre, per contrastare i fenomeni di degrado, abuso di alcol, abbandono di rifiuti e schiamazzi
REGGIO EMILIA – Chiusura obbligatoria dalle 22 alle 6 del mattino successivo per gli esercizi di vicinato del settore alimentare fino a 250 metri quadrati situati in centro storico, stazione, quartiere Santa Croce fino a via Adua, nei pressi del cimitero monumentale e zone Gattaglio e Gardenia. È quanto stabilisce la nuova ordinanza firmata dal sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, in vigore da ieri fino al prossimo 30 settembre per tutelare la quiete pubblica, il decoro e la sicurezza urbana nelle zone maggiormente esposte a fenomeni di degrado e assembramento.
Il provvedimento – riporta lo stesso atto pubblicato sull’Albo pretorio – nasce dalle risultanze dei controlli effettuati durante il mese di agosto dalla Polizia Locale e dalle Forze dell’Ordine nell’ambito della precedente ordinanza antibivacco (la numero 32). Ma, se da un lato le restrizioni hanno consentito di contenere parte delle criticità, i verbali redatti hanno confermato la permanenza di episodi di degrado, abuso di alcol, abbandono di rifiuti, schiamazzi e assembramenti.
L’adozione dell’ordinanza (valutata positivamente dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pPubblica lo scorso 31 agosto) si è resa inoltre necessaria anche in vista del ricco calendario di eventi di settembre, tra cui Restate, il Festival di Emergency, la Sagra della Giarèda e il Festival Aperto, che richiameranno in città migliaia di visitatori. Le prescrizioni non valgono per bar e ristoranti con le relative distese autorizzate, per le attività artigianali di produzione alimentare e gastronomica e durante le iniziative collegate a manifestazioni patrocinate o autorizzate dal Comune.
Per i trasgressori sono previste multe da 500 a 5.000 euro e la sospensione dell’attività fino a 15 giorni (disposta dal questore) in caso di reiterazione della violazione per due volte nell’arco di un anno.

