Cronaca
|Bosco Ospizio, il vescovo: “Servono trasparenza, dialogo e partecipazione”
Monsignor Giacomo Morandi richiama la Laudato si’ e invita a superare le polarizzazioni: “La Chiesa non intende avallare una delle diverse posizioni, ma riaffermare un metodo orientato al bene comune”
REGGIO EMILIA – “Non è possibile un pensiero unico”. È questo uno dei passaggi centrali dell’intervento con cui il vescovo Giacomo Morandi e la Chiesa di Reggio Emilia-Guastalla entrano nel dibattito sul Bosco Ospizio, la vicenda che da settimane contrappone amministrazione comunale, Conad e cittadini e associazioni contrari al progetto.
L’intervento arriva in occasione dell’apertura del Tempo del Creato e prende le mosse dall’insegnamento sociale della Chiesa, in particolare dall’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco. La Curia precisa subito di non voler prendere posizione a favore di una delle parti, ma ritiene necessario offrire un contributo al confronto pubblico su una questione che, secondo il vescovo, non riguarda soltanto un quartiere, ma può diventare “un’occasione emblematica per tutta la nostra città”.
“Le soluzioni non possono venire da un unico modo di interpretare la realtà”
Morandi parte da una citazione di Papa Francesco: “Se teniamo conto della complessità della crisi ecologica e delle sue molteplici cause, dovremmo riconoscere che le soluzioni non possono venire da un unico modo di interpretare e trasformare la realtà”. Un principio che, secondo la Curia, può essere applicato anche alla vicenda del Bosco Ospizio. I temi in campo sono infatti diversi e hanno “diversa caratura”. Per questo, sostiene la Chiesa reggiana, non è possibile ridurre il confronto a una contrapposizione tra posizioni precostituite.
L’obiettivo dovrebbe essere quello di “costruire un tassello positivo per quanti vivono in questo quartiere”, attraverso un confronto capace di tenere insieme le diverse esigenze e di evitare che il dibattito si trasformi in uno scontro senza possibilità di mediazione.
La proprietà privata e la sua funzione sociale
Nel documento trova spazio anche un richiamo alla concezione cristiana della proprietà privata. La Curia ricorda che, secondo la tradizione sociale della Chiesa, il diritto alla proprietà non può essere considerato “assoluto o intoccabile”. La citazione scelta è ancora quella della Laudato si’, dove Papa Francesco riprende un principio già espresso da San Giovanni Paolo II: “Dio ha dato la terra a tutto il genere umano, perché essa sostenti tutti i suoi membri, senza escludere né privilegiare nessuno”.
Un passaggio che introduce nel dibattito sul Bosco Ospizio il tema della funzione sociale del territorio, oltre la semplice contrapposizione tra diritto di proprietà, sviluppo urbanistico e tutela ambientale.
L’appello al dialogo e alla partecipazione
Ma è soprattutto sul metodo che l’intervento della Curia insiste. Morandi richiama la necessità di processi decisionali partecipati, citando ancora Papa Francesco: “La previsione dell’impatto ambientale delle iniziative imprenditoriali e dei progetti richiede processi politici trasparenti e sottoposti al dialogo”. E ancora: “La partecipazione richiede che tutti siano adeguatamente informati sui diversi aspetti e sui vari rischi e possibilità”.
Per la Chiesa diocesana, dunque, la partecipazione non può esaurirsi nel momento iniziale della decisione. Deve proseguire anche attraverso “azioni di controllo o monitoraggio costante”. Un richiamo particolarmente significativo in una vicenda, quella del Bosco Ospizio, nella quale il confronto pubblico si è progressivamente trasformato in una contrapposizione tra sostenitori e oppositori dell’intervento.
Il richiamo di Papa Leone XIV alla vigilanza dei cittadini
Nel documento viene citato anche Papa Leone XIV, che il primo ottobre 2025 aveva sottolineato il ruolo delle associazioni e dei cittadini nel controllo dell’azione politica e amministrativa. “Se i cittadini non vigilano sul potere politico – nazionale, regionale e municipale -, non è possibile contrastare i danni ambientali”, viene ricordato nel documento della Curia.
Il passaggio attribuisce quindi alla cittadinanza un ruolo preciso: quello di partecipare, informarsi e vigilare sulle decisioni che riguardano il territorio.
“La Chiesa non intende avallare una delle diverse posizioni”
La Curia, però, mette nero su bianco di non voler diventare una parte dello scontro. “Questo intervento della Chiesa diocesana che soffre e prega per questa situazione non intende quindi avallare una delle diverse posizioni”, si legge nel documento. L’obiettivo dichiarato è piuttosto quello di “riaffermare un metodo” fondato sulla ricerca del bene comune, sulla trasparenza delle decisioni e sul dialogo costruttivo.
È un invito, quindi, a superare le polarizzazioni che hanno caratterizzato il confronto sul Bosco Ospizio e a riportare la discussione sul terreno della partecipazione e dell’interesse collettivo.
“Tutta la creazione geme e soffre”
L’intervento si chiude con un richiamo biblico. La Curia cita San Paolo: “Tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto”. È, nelle parole della Chiesa reggiana, un invito a non considerare la vicenda del Bosco Ospizio una semplice questione locale. La tutela dell’ambiente viene presentata come una responsabilità collettiva, che impone di “custodire il creato” e di non “dominarlo in modo distruttivo”.

