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Bosco Ospizio, archiviata la denuncia di Conad

“Il fatto non sussiste”. Il procedimento era nato dalla protesta del 25 febbraio 2025 contro i lavori nell’area destinata al nuovo supermercato

REGGIO EMILIA – Si chiude con un’archiviazione il procedimento penale nato dalla denuncia presentata dai vertici di Conad Centro Nord nei confronti del botanico Ugo Pellini e di altre otto persone per la protesta del 25 febbraio 2025 nell’area del Bosco Ospizio, dove erano in corso le attività preliminari legate alla realizzazione del nuovo supermercato.

Il Gip, l’11 giugno 2026, ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dal Pubblico ministero, disponendo l’archiviazione del procedimento con la formula “il fatto non sussiste”, nonostante l’opposizione presentata da Conad Centro Nord. La vicenda riguarda la protesta organizzata nell’area interessata dal progetto del nuovo punto vendita, contestato dai manifestanti per il consumo di suolo e per l’abbattimento di circa 154 alberi adulti. Pellini, in virtù della sua attività di botanico e del suo impegno sul tema del verde, era tra i protagonisti della mobilitazione.

Gli indagati erano stati denunciati in concorso per tre ipotesi di reato: invasione di terreni altrui finalizzata all’occupazione, danneggiamento e violenza privata. Già nel luglio 2025, però, il Pubblico ministero aveva chiesto l’archiviazione. Dagli accertamenti e dalle dichiarazioni raccolte tra le persone informate sui fatti, secondo quanto riportato nel provvedimento, non erano emersi elementi sufficienti a sostenere le accuse.

In particolare, gli indagati si sarebbero limitati a sostare pacificamente nell’area nella quale stava operando un giardiniere incaricato dello sfalcio. La cessazione delle operazioni, secondo quanto riferito agli inquirenti, sarebbe avvenuta perché il giardiniere aveva ritenuto pericoloso utilizzare una falciatrice con trincia in presenza di diverse persone attorno al mezzo.

Non sarebbe invece emerso alcun danneggiamento. Le persone ascoltate dagli investigatori avrebbero escluso che gli indagati avessero danneggiato beni o strutture. Anche la durata della protesta, circa tre ore, è stata ricostruita dagli inquirenti tenendo conto dell’arrivo delle forze dell’ordine, intervenute per identificare i manifestanti e redigere i relativi verbali.

Esclusa anche l’ipotesi di violenza privata. Secondo quanto emerso dalle sommarie informazioni raccolte, non sarebbe stato individuato quell’elemento di costrizione necessario per configurare il reato.

Il provvedimento di archiviazione sottolinea inoltre che gli indagati sarebbero entrati nell’area attraverso un passaggio consentito e che non sarebbero state poste in essere condotte riconducibili a un danneggiamento. Non sarebbe emerso neppure un comportamento concretamente idoneo a impedire o ostacolare i lavori di sfalcio.

La Procura aveva quindi ritenuto che non vi fossero gli elementi necessari per sostenere le contestazioni penali. Una valutazione poi condivisa dal GIP, che ha disposto l’archiviazione nonostante l’opposizione della società cooperativa.

Il difensore: “Accuse senza riscontro penale”
A commentare la conclusione del procedimento è il difensore di Ugo Pellini, Raffaella Pellini, che sottolinea come l’esito giudiziario abbia escluso la sussistenza dei reati contestati.

“Il provvedimento – dichiara il legale – restituisce correttezza a una vicenda nella quale il mio assistito, insieme agli altri otto indagati, era stato chiamato a rispondere di fatti che, all’esito degli accertamenti della Procura e della valutazione del Gip, non hanno trovato riscontro nella realtà dei fatti sotto il profilo penale”.

Per il difensore, è particolarmente significativo il fatto che “sia stato lo stesso Pubblico ministero a chiedere l’archiviazione e che il Gip abbia disposto l’archiviazione in conformità, ritenendo che il fatto non sussista”. Il legale ricorda inoltre il percorso professionale di Pellini, “dopo anni di insegnamento, di interventi a tutela del verde – pubblico e privato – e di partecipazione alla Consulta Verde, presso il Comune di Reggio Emilia2.