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Via Emilia San Pietro, raccolta firme contro degrado e spaccio

Già 400 adesioni. Commercianti e residenti promuovono un esposto alle autorità. “La situazione è peggiorata, servono interventi urgenti per sicurezza e decoro”

REGGIO EMILIA – È già arrivata a 400 firme la raccolta promossa dal Comitato San Pietro per chiedere un intervento deciso contro degrado, spaccio e problemi di sicurezza nella zona di via Emilia San Pietro. La mobilitazione, avviata da una trentina di commercianti e residenti, proseguirà per tutto il mese di agosto e si concluderà con la presentazione di un esposto alle autorità nel mese di settembre.

A promuovere l’iniziativa è Gianluca Tagliamonte, titolare del negozio Il Calzolaiomatto di via Emilia San Pietro. Secondo il commerciante, negli ultimi mesi il quartiere ha registrato un peggioramento delle condizioni di vivibilità, con un aumento di persone che vivono o dormono in strada, episodi di ubriachezza, consumo di droga, risse e spaccio.

Il comitato segnala che le criticità interessano anche via Giorgione e l’area alle spalle del Carrefour, dove il fenomeno sarebbe ancora più evidente. Tra le cause viene indicata anche la maggiore presenza di controlli nella zona della stazione ferroviaria, che avrebbe spostato parte delle situazioni di degrado verso il quartiere San Pietro.

Tagliamonte ricorda di aver già presentato, circa quattro mesi fa, un esposto al Comando provinciale dei Carabinieri. Dopo quella segnalazione i controlli sono stati intensificati, con un maggiore passaggio delle pattuglie e verifiche sugli esercizi che vendono alcolici. Per il comitato, però, questi interventi non sono sufficienti e serve un’azione più ampia e coordinata per evitare un ulteriore deterioramento del quartiere.

Il portavoce del Comitato San Pietro sottolinea anche la necessità di affrontare il problema dal punto di vista sociale. Le persone senza dimora, evidenzia, devono essere prese in carico dai servizi competenti e non semplicemente spostate da una zona all’altra della città. Per questo il comitato chiede il coinvolgimento di Comune, servizi sociali, Prefettura e forze dell’ordine in un progetto condiviso di riqualificazione dell’area.