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Turismo estivo in crisi, Tarquini attacca il Comune: “Reggio è rimasta al palo”

Il capogruppo della Lista Civica per Reggio critica le scelte dell’amministrazione: “Servivano eventi più piccoli e una strategia per valorizzare centro storico, cultura, enogastronomia e territorio”

REGGIO EMILIA – “L’estate a Reggio Emilia è stata un’occasione persa”. È questa, in sintesi, la lettura di Giovanni Tarquini, consigliere comunale, capogruppo della Lista Civica per Reggio Emilia e presidente dell’Associazione Reggio Civica, dopo i dati sulle presenze alberghiere nei mesi di luglio e agosto.

A riaccendere il dibattito è stata anche la presidente provinciale di Federalberghi, Francesca Lombardini, che ha definito l’affluenza turistica in città “un mortorio”, suggerendo di puntare su una programmazione di eventi più diffusa e su concerti di dimensioni più contenute, sul modello di quanto avviene a Modena e Parma.

Per Tarquini, quelle parole fotografano una situazione che l’amministrazione comunale avrebbe dovuto prevedere e affrontare per tempo. “Concetti che ai più appaiono scontati, ma evidentemente non ai nostri amministratori”, attacca il consigliere, che respinge anche l’eventuale obiezione secondo cui il Comune avrebbe un ruolo marginale nella programmazione dell’Arena Rcf.

“Il Comune c’entra eccome”, sostiene Tarquini. “È necessariamente parte attiva di ogni iniziativa che miri a favorire l’afflusso di persone e di turisti nella nostra città”.

Il caso Hellwatt Festival
Nel mirino finisce, ancora una volta, la vicenda dell’Hellwatt Festival, l’evento inizialmente annunciato e successivamente trasformato nel progetto “Pulse of Gaia”, prima di essere definitivamente accantonato. Per Tarquini, il fallimento dell’operazione ha avuto conseguenze che vanno oltre il semplice calendario degli spettacoli.

“Con l’Hellwatt Festival, trasformato in Pulse of Gaia poi morto e sepolto, il sindaco e i suoi paladini hanno commesso l’ennesimo grande errore che si è riversato sulla città”, sostiene il capogruppo della Lista Civica. Secondo Tarquini, a risentirne sarebbero state soprattutto le strutture ricettive, ma anche l’intero indotto economico legato al turismo.

“Grandi proclami, intenti faraonici, per poi rimanere con un pugno di mosche”, è la sua conclusione.

“Non esiste solo l’Arena”
La proposta politica di Tarquini, però, non si limita alla programmazione musicale. Il punto, secondo il consigliere, è ripensare complessivamente il modello con cui Reggio Emilia si presenta a visitatori e turisti. “Non esiste solo l’Arena con il suo potenziale estivo”, sottolinea. “La nostra città merita di essere riconsiderata integralmente nel suo complessivo potenziale turistico”.

Secondo Tarquini, Reggio avrebbe a disposizione un patrimonio fatto di storia, cultura, architettura, arte, paesaggio, imprese ed eccellenze enogastronomiche che non sarebbe sufficientemente valorizzato. E proprio dal centro storico, a suo giudizio, dovrebbe partire una nuova strategia.

Il consigliere cita il Teatro municipale, i palazzi storici, il Museo del Tricolore e il Mercato coperto, ma anche la Biblioteca comunale, con i suoi lasciti e le sue raccolte private, che potrebbero diventare la base per una programmazione permanente di mostre ed eventi.

“Abbiamo una miriade di associazioni artistiche e culturali che chiedono soltanto di trovare spazio per esprimersi”, afferma. Le piazze del centro, aggiunge, potrebbero diventare palcoscenici per piccoli spettacoli, concerti ed esibizioni, con investimenti contenuti.

Dal Po all’Appennino
La strategia immaginata da Tarquini dovrebbe però coinvolgere anche il territorio provinciale. L’idea è quella di costruire una proposta turistica capace di unire cultura, gastronomia e ambiente, attraverso percorsi a piedi, in bicicletta ed e-bike dal Po all’Appennino. Un sistema integrato nel quale coinvolgere produttori agricoli, ristoratori, imprese, operatori turistici e strutture alberghiere.

“Concentriamo gli sforzi sulla valorizzazione di cultura, arte e architettura”, propone Tarquini, convinto che Reggio possa costruire un’offerta turistica più ampia e meno dipendente dai grandi eventi.

L’attacco al centro storico
Nella parte finale del suo intervento, il consigliere torna però sulle condizioni del centro storico, tracciando un quadro particolarmente critico.

“In questi giorni il centro storico restituisce purtroppo tutt’altra immagine”, sostiene Tarquini, secondo cui mentre al Campovolo si concentrano iniziative e attenzione politica, il cuore della città soffrirebbe di problemi legati a degrado, pulizia e sicurezza. “È ora che Reggio Emilia si renda protagonista di una vera rinascita”, conclude il consigliere, indicando nella partecipazione dei cittadini il punto di partenza per cambiare direzione.