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Scavi archeologici clandestini sull’Enza

L’area presa di mira dai responsabili è una cavità naturale situata all’interno di una zona boschiva impervia, lungo le sponde del fiume

REGGIO EMILIA – Scavi archeologici clandestini sulle sponde dell’Enza: scatta il sequestro dei carabinieri. Nel luglio scorso le indagini dei militari, coordinati dalla procura di Reggio Emilia, hanno portato al sequestro di arnesi e gli attrezzi rinvenuti sul posto, utilizzati da ignoti per eseguire materialmente degli scavi illegali.

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L’area presa di mira dai responsabili è una cavità naturale situata all’interno di una zona boschiva impervia, lungo le sponde del fiume Enza. All’interno della grotta, allestita per l’esecuzione di uno scavo stratigrafico, i carabinieri forestali, coadiuvati dal nucleo carabinieri tutela patrimonio culturale di Bologna, hanno rinvenuto attrezzi da scavo, ma anche cumuli di rifiuti lasciati da un bivacco improvvisato, privo di qualsiasi cautela per l’ambiente.

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I militari hanno già provveduto alla completa rimozione dei rifiuti e alla pulizia del sito. L’indagine ha previsto anche l’utilizzo di tecnologie innovative, come il sorvolo con droni e il posizionamento di fototrappole, combinato all’impiego di militari specializzati nel movimento in ambienti montani su suoli impervi.