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Bosco Ospizio, secondo giorno di blocco delle ruspe: tensione al presidio

Il Comitato rilancia, di fronte all’area dove dovrebbe sorgere un nuovo Conad e la casa della comunità: “Di qui non passa nessuno”

REGGIO EMILIA – Secondo giorno di presidio davanti ai cancelli dell’area di Bosco Ospizio, dove dovrebbero sorgere il nuovo supermercato Conad e la Casa della Comunità. Anche questa mattina gli attivisti del Comitato Bosco Ospizio hanno bloccato l’accesso ai mezzi di cantiere, dando vita a una nuova protesta che, nelle prime ore della giornata, è stata caratterizzata da alcuni momenti di tensione.

Sul posto sono presenti le forze dell’ordine, impegnate a monitorare la situazione e a garantire l’ordine pubblico. Secondo quanto riferito dal Comitato, gli operai avrebbero tentato di accedere da un ingresso diverso rispetto a quello utilizzato ieri e, in un momento particolarmente delicato, avrebbero tagliato un lucchetto con una smerigliatrice a poca distanza dai manifestanti seduti davanti ai cancelli.

Nel corso del presidio una portavoce dell’Assemblea permanente Bosco Ospizio ha letto un lungo comunicato, rivendicando la mobilitazione avviata lunedì e annunciando l’intenzione di proseguire la protesta.

La portavoce ha ricordato che, nonostante il caldo e l’allerta arancione, oltre 150 persone hanno partecipato al primo giorno di presidio. Secondo il Comitato, i cittadini hanno scelto di difendere un’area verde di circa 45 mila metri quadrati che rappresenta un importante “rifugio climatico” per il quartiere Ospizio, caratterizzato dalla presenza di bambini, anziani e famiglie con redditi più bassi.

bosco ospizio

“Ieri Reggio Emilia ha risposto alla nostra chiamata per difendere Bosco Ospizio con oltre 150 presenze. Dalle 6.30 del mattino, in un lunedì di agosto e con allerta arancione per il caldo estremo, più di 150 persone si sono assunte la responsabilità di impedire l’abbattimento del bosco”, ha affermato.

Nel comunicato viene sottolineato anche come il presidio sia il risultato di due anni di iniziative, raccolte firme, manifestazioni ed eventi organizzati dall’assemblea. Una comunità che, secondo gli attivisti, continuerà a presidiare l’area finché sarà necessario.

“Non abbiamo intenzione di arretrare di un passo”, è stato uno dei passaggi più applauditi dell’intervento.

Il Comitato ha quindi rivolto tre appelli distinti. Il primo è indirizzato ai cittadini, invitati a raggiungere il presidio nei prossimi giorni per difendere quello che viene definito un patrimonio ambientale fondamentale in una fase segnata dall’emergenza climatica e dalle temperature sempre più elevate.

Il secondo messaggio è rivolto all’amministrazione comunale. Gli attivisti sostengono che decine di cittadini, comprese persone fragili, siano costretti a esporsi per ore al caldo estremo per difendere il bosco e chiedono al Comune di fermare la cementificazione, ricordando anche le difficoltà registrate negli ultimi mesi nelle scuole dell’infanzia a causa delle alte temperature.

Nel comunicato viene inoltre evidenziata quella che il Comitato considera una contraddizione tra gli investimenti annunciati sulle micro-foreste urbane e la scelta di abbattere un’area verde già esistente, situata lungo la via Emilia e tra due scuole dell’infanzia.

L’ultimo appello è rivolto direttamente a Conad. “Non potete più fingere di non vedere quello che sta succedendo a Bosco Ospizio. Fermate le ruspe, non è troppo tardi per aprire una possibilità di dialogo condiviso su questo spazio”.

Il comunicato si è concluso con lo slogan che sintetizza la linea del presidio e la volontà dei manifestanti di continuare a impedire l’avvio dei lavori: “Di qui non passa nessuno”. A quel che si apprende gli attivisti dicono avrebbero contrattato di poter rimanere lì fino a mercoledì sera, anche se il loro desiderio è di restare almeno fino a venerdì. Alcuni dicono invece che resteranno ad oltranza. Fuori ci sono le ruspe che attendono.