Interventi
Bosco Ospizio, Reggio Civica: “Piena disponibilità a difendere il bosco. Il Comune convochi Conad a un nuovo tavolo”
La lista civica di opposizione risponde all’appello della lettrice Giulia Saija e accusa l’amministrazione: “Avrebbe potuto ricorrere contro Conad e al Consiglio di Stato. Ora la resistenza dei cittadini deve spingere il sindaco a riaprire la trattativa”
REGGIO EMILIA – Riportiamo la risposta di Lista civica per Reggio Emilia e associazione Reggio civica a una nostra lettrice,Giulia Saija, che ieri aveva sollecitato i tre avvocati Marchesini, Tarquini e Migale ad aiutare i manifestanti a difendere il Bosco Ospizio.
Gentilissima Giulia, la ringraziamo per la sua richiesta. La nostra disponibilità, come lista civica di opposizione e come associazione Reggio Civica, resta piena e incondizionata. Ciò, tuttavia pur sempre nell’ambito di quelle che sono le concrete possibilità di intervento e, prima ancora, delle nostre competenze. Il Nature Restoration Law, che lei cita, è un provvedimento del Consiglio d’Europa che fornisce ai singoli paesi le indicazioni per restaurare le bio diversità e ristabilire gli equilibri tra gli organismi viventi in contesti già degradati. In sostanza, ha l’obiettivo di ripristinare un livello adeguato di funzionamento dell’ecosistema danneggiato dall’azione umana o addirittura distrutto.
Cosa diversa è la cosiddetta riabilitazione, anch’essa prevista nello stesso provvedimento, che ristabilisce un livello adeguato di funzionamento dell’ecosistema senza per questo ricostituire necessariamente le sue condizioni originarie, in sostanza adeguandolo alla situazione. Sono due criteri e indicazioni molto importanti che sicuramente impongono comportamenti di responsabilità da parte degli Stati e degli Enti pubblici.
Qui, però, nel caso del bosco di Ospizio, la situazione è diversa. I danni conseguenti alla prospettiva di abbattimento di buona parte del bosco crediamo che siano stati già ben inquadrati nel ricorso promosso innanzi al Tar da Legambiente e dai cittadini affidatisi alle cure di professionisti senza dubbio bravi preparati. Anche in questo caso sappiamo, sempre tramite i giornali, che il Tar ha rigettato la richiesta di sospensione dei lavori, ma immaginiamo anche che sia stata sollecitata la fissazione dell’udienza di merito; contesto in cui si potranno fare valere in via definitiva tutte le ragioni.
Dal canto nostro, non possiamo che rilevare ancora una volta che, quando viene fatto cenno, dagli amministratori locali e dirigenti, ai tentativi di riduzione dei diritti edificatori che il Comune avrebbe fatto per arginare o addirittura bloccare il progetto del Conad, occorrerebbe spiegare ai cittadini anche che però il Comune si è fermato davanti a decisioni prese nei confronti di soggetti diversi, altre imprese edilizie, rassegnandosi in toto, senza nemmeno promuovere un ricorso diretto nei confronti di Conad e comunque senza ricorrere al Consiglio di Stato; iniziative che, riteniamo, avrebbero potuto dare nuove indicazioni e, chissà, forse anche ribaltare le determinazioni del Tar su questi insuperabili “diritti acquisiti”.
In definitiva, ciò che ora si può ancora fare in diritto, è già nelle mani di professionisti esperti e ciò che non si può più fare è invece da imputare agli amministratori. In parallelo, la resistenza della cittadinanza, nelle sue più svariate componenti, dovrebbe essere motivo di reazione e atteggiamento ben diverso da parte di chi amministra la città. È quello che, come detto, dovrebbe cercare di fare chi riveste il ruolo di Sindaco e di assessore, convocando di nuovo Conad a un tavolo di serie trattative senza più vedere in quella realtà economica un soggetto da favorire, come è chiaramente avvenuto in passato.
Non da ultimo, offriamo a lei e a tutti gli attivisti impegnati in questa giusta battaglia tutto il nostro appoggio in quanto consiglieri di opposizione. L’obiettivo, ancora raggiungibile nonostante tutto, è cercare di riparare all’errore, pur mai ammesso, di chi vent’anni fa ha fatto scelte ben poco lungimiranti e che ora suggerisce ai suoi successori di travestirle di un nobile interesse pubblico (casa della comunità, biblioteca, ufficio dei servizi sociali). È noto che anche questo non è stato previsto, come cercano di fare credere, per bontà d’animo di Conad, ma ad un prezzo salato che ricadrà anch’esso sulle spalle dei cittadini. In conclusione, il nostro ruolo è esercitabile in Consiglio comunale e muovendo l’opinione pubblica verso la verità delle cose. Fino a che a Reggio non ci sarà un vero cambiamento politico, e per quello si deve passare dalle cabine elettorali, di più non possiamo fare.
Lista civica per Reggio Emilia e associazione Reggio Civica

