Interventi
Bosco Ospizio, la riflessione di un lettore: “Non è solo una questione di verde”
Dopo 16 giorni di presidio e la protesta dei cittadini, un lettore interviene sul progetto di urbanizzazione dell’area: “La vicenda riguarda anche il modello di sviluppo e gli interessi economici che ruotano attorno all’intervento”
REGGIO EMILIA – Ci sono voluti 16 giorni e 15 notti di presidio organizzato dai cittadini di Reggio Emilia davanti al Bosco Ospizio, il supporto di associazioni e personaggi pubblici in tutta Italia, l’avviso di querele per violenza privata e violazione di proprietà privata da parte di Conad, una chiamata alla cittadinanza che ha risposto con più di 300 persone presenti alle 5 di mattina del giorno 17 agosto che hanno sfidato il pericolo assembrate su un piccolo marciapiede lungo la trafficatissima via Emilia (in quel punto a 3 corsie), perché i vertici di Conad Centro Nord prestassero attenzione a questa grande e radicata manifestazione di dissenso nei confronti del loro progetto di trasformazione di un selvatico bosco urbano di 4 ettari e mezzo in una zona a completa urbanizzazione con grandi parcheggi, attività commerciali e servizi.
Solo mercoledì 19 agosto è avvenuto, a porte chiuse e senza la presenza dei rappresentanti del comitato Bosco Ospizio, il non più rimandabile incontro tra la pubblica amministrazione rappresentata dal sindaco di Reggio Marco Massari e dall’assessore alla rigenerazione urbana Carlo Pasini con la parte attualmente proprietaria del terreno, Conad Centro Nord, rappresentata dal suo amministratore delegato Ivano Ferrarini. Lascio ai lettori la personale opinione sulla scelta di non far partecipare alla riunione il comitato Bosco Ospizio e mi soffermo invece sul raccontare la realtà imprenditoriale che un gruppo di persone ordinarie sono costrette ad affrontare da sole e con la possibilità di essere querelate.
Conad Centro Nord è una cooperativa di imprenditori attiva nella grande distribuzione con un fatturato nel 2025 di 2,19 miliardi di euro e 305.888 mq (più di 30 ettari) di terreno occupato da 332 punti vendita. Per far comprendere appieno la vastità del potere di questa cooperativa bisogna ancora citare Ivano Ferrarini, che oltre ad essere Ad di Conad Centro Nord, è attualmente vicepresidente di Legacoop Emilia Ovest l’associazione di cooperative di Reggio, Parma e Piacenza che nel 2026 ha fatturato 7,9 miliardi di euro. Legacoop gestisce la grande distribuzione con le più famose Conad e Coop, settore alimentare e agricoltura, edilizia residenziale, edilizia industriale e commerciale, logistica, pulizia, ristorazione, vigilanza, salute e sanità e molto altro.
Questo ci porta al cuore della vicenda: perché l’urbanizzazione del Bosco Ospizio non riguarda “solo” la realizzazione di un altro supermercato. Attorno al progetto si muove infatti una filiera economica che coinvolge diversi soggetti, a partire da Conad Centro Nord e dalle attività e dai servizi che ruoteranno attorno al nuovo insediamento.
Nella grande operazione urbanistica che comprende la struttura commerciale e gli spazi destinati ai servizi, questi ultimi non saranno ceduti gratuitamente al Comune: è previsto un rapporto regolato dalla convenzione e, per gli spazi utilizzati dall’amministrazione, il pagamento di un canone di locazione e delle relative spese di gestione. Resta invece da verificare, sulla base dei singoli affidamenti e dei contratti che saranno stipulati, quali imprese e quali cooperative saranno concretamente coinvolte nella realizzazione e nella gestione delle diverse attività: dalla costruzione degli edifici ai servizi, dalla logistica alle pulizie, fino alle eventuali attività connesse alla Casa della Salute.
Il problema non è solo il consumo di suolo, l’impatto ambientale e la trasformazione del Bosco Ospizio, ma sono anche le ricadute economiche dell’intervento e le modalità con cui saranno individuati i soggetti incaricati di realizzare e gestire le diverse opere e servizi.
La questione, dunque, non riguarda soltanto la tutela del verde, la salute pubblica, la crisi climatica e la biodiversità. Riguarda anche il modello di sviluppo scelto per quell’area e le ricadute economiche di un intervento di queste dimensioni. Su questo terreno, saranno gli atti, le convenzioni e i successivi affidamenti a chiarire quali soggetti entreranno effettivamente in gioco e con quali modalità.
Nesti Artò

