La deputata Ascari difende il bosco, mentre il Movimento governa Reggio Emilia con un assessore che ha anche la delega alla tutela ambientale
REGGIO EMILIA – C’è una cosa che la politica italiana non smette mai di regalare: le contraddizioni. L’ultima arriva da Reggio Emilia e riguarda il Bosco Ospizio, l’area verde al centro di un presidio permanente contro il progetto di realizzazione di un nuovo supermercato Conad. Da una parte ci sono i cittadini che protestano e chiedono di salvare il bosco. Dall’altra c’è un progetto che ha ricevuto il via libera dell’amministrazione comunale.
E poi c’è il Movimento 5 Stelle. La deputata reggiana Stefania Ascari ha annunciato che presenterà un’interrogazione parlamentareai ministri dell’Ambiente e della Salute per chiedere al governo se intenda promuovere un approfondimento tecnico, insieme agli enti territoriali interessati, sulla possibilità di preservare integralmente l’area verde e individuare soluzioni alternative.
Ascari è anche andata personalmente al Bosco Ospizio, dove è in corso il presidio. Una posizione che, presa da sola, sarebbe perfettamente comprensibile: un parlamentare ritiene che ci sia un problema ambientale e chiede al governo di approfondirlo. Il problema nasce quando si guarda qualche metro più in là. Non fisicamente, ma politicamente.
Perché il Movimento 5 Stelle non è soltanto all’opposizione del governo nazionale. A Reggio Emilia è anche parte della maggioranza che governa la città. E nella giunta guidata dal sindaco Marco Massari siede proprio un assessore del Movimento 5 Stelle: Roberto Neulichedl, con deleghe, tra le altre, alla tutela ambientale e all’università.
Qui nasce una domanda molto semplice: se il M5S ritiene che il Bosco Ospizio debba essere preservato integralmente e che debbano essere cercate soluzioni alternative al progetto, qual è la posizione del Movimento all’interno della giunta comunale che quel progetto lo ha approvato?
Ci troviamo davanti a una situazione curiosa: il Movimento 5 Stelle sembra fare opposizione a Roma e, contemporaneamente, sostenere una maggioranza a Reggio Emilia che ha dato il via libera all’intervento. È il vecchio schema del “partito di lotta e di governo”. Una formula che per anni ha descritto quei partiti capaci di stare contemporaneamente dentro le istituzioni e fuori dalle istituzioni, al governo e in piazza, a seconda della convenienza politica del momento.
Solo che oggi la contraddizione è ancora più evidente. Perché non stiamo parlando di due partiti diversi o di due amministrazioni lontane. Stiamo parlando dello stesso Movimento. Da una parte una deputata pentastellata che va al presidio e annuncia un’interrogazione parlamentare per salvare il Bosco Ospizio. Dall’altra un assessore pentastellato che siede nella giunta comunale che ha approvato il progetto.
E viene spontaneo chiedersi: chi rappresenta davvero la posizione del Movimento 5 Stelle? Stefania Ascari o Roberto Neulichedl? E soprattutto: il Movimento è favorevole o contrario alla trasformazione del Bosco Ospizio? Sarebbe interessante che fosse il M5S stesso a chiarirlo. Perché un’interrogazione parlamentare può certamente accendere un faro su una vicenda locale. Ma se il problema è davvero così grave, il faro dovrebbe essere acceso anche dentro la stanza dei bottoni reggiana.
Altrimenti il rischio è che il Bosco Ospizio diventi semplicemente l’ennesimo terreno nel quale la politica riesce a essere contemporaneamente contro e a favore della stessa cosa. Una specialità tutta italiana. E, a quanto pare, anche tutta reggiana. La politica, del resto, è veramente meravigliosa.

