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Bosco Ospizio, la battaglia di Antigone contro Creonte

Il Tar ha certificato una decisione amministrativa, ma non cancella la responsabilità politica e l’ipocrisia di chi ha scelto di destinare quell’area alla trasformazione

REGGIO EMILIADa mesi a Reggio Emilia va in scena una battaglia che richiama alla memoria la celebre tragedia di Sofocle, Antigone. Un gruppo di cittadini, sempre più numeroso, ha deciso di difendere il bosco di Ospizio e di dare vita a un presidio sfidando le ruspe di Conad. Si sono messi davanti al bosco, hanno raccolto firme, fatto presidi, presentato ricorsi. Hanno difeso, tornando ad Antigone, le leggi divine: quelle non scritte del rispetto per la natura, dell’aria, del limite al consumo di suolo. Hanno sfidato le leggi degli uomini, come l’eroina della tragedia greca che voleva seppellire il fratello Polinice, in barba al decreto di Creonte. 

Anche qui, dall’altra parte, ci sono le leggi della polis: i permessi, le delibere, i piani urbanistici firmati anni fa. Le decisioni degli uomini che governano. E la polis ha vinto. Il Tar ha dato ragione a Conad. Il Bosco Ospizio potrà essere cementificato. E poi c’è l’ipocrisia della politica. L’errore vero non è la sentenza. L’errore sta a monte. Sta nel giorno in cui, anni fa, qualcuno ha permesso a Conad di mettere le mani su quell’area. E chi era al governo della città? Lo stesso partito che c’è ancora oggi: il Pd. 

Quando fu dato il via libera, l’emergenza ambientale esisteva già. Si parlava di consumo di suolo, di isole di calore, del valore di un bosco a ridosso della città. Nonostante questo si è scelto di costruire. Oggi vediamo il gioco puerile degli amministratori: comunicati di dispiacere, prese di distanza. Distinguo. Ma sei tu che ieri hai firmato.

Peggio ancora, forse, è il ruolo di M5S e Avs. Sono in quella giunta. Hanno due assessori. E poi vanno in piazza con i cittadini-Antigone a dire “siamo ambientalisti”. Non puoi fare Antigone e Creonte nello stesso momento. O difendi le leggi divine stando fuori, o ti prendi la responsabilità delle leggi della polis stando dentro. Fare tutte e due le cose si chiama incoerenza.

Il Tar ha solo certificato una scelta politica fatta anni fa. Una scelta che oggi non si può più nascondere. A Reggio, su Bosco Ospizio, ha vinto Creonte. E la città ha perso un pezzo del suo futuro. Nonostante i suoi cittadini che continuano a combattere la battaglia che fu di Antigone.