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Tari, è scontro sugli aumenti: FdI e Uil all’attacco del Comune

Polemiche dopo il rinvio della gara per il servizio rifiuti e il nuovo rincaro del 2026. Paglialonga: “Reggio fanalino di coda”. Scardina: “Oltre il 13% di aumenti in due anni è insostenibile

REGGIO EMILIA – A Reggio Emilia montano le polemiche sui rincari della Tari 2026 e il rinvio della gara per l’affidamento del servizio rifiuti che avrebbe potuto contribuire a ridurla. “Reggio è diventata il fanalino di coda dell’Emilia-Romagna nella gara sui rifiuti. La procedura non si concluderà nemmeno entro il 2026, condannando i cittadini e le imprese a subire aumenti esponenziali della Tari”, attacca Cristian Paglialonga, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, dopo l’esito della commissione consiliare di ieri sul piano economico finanziario del servizio d’ambito. Per l’esponente del centrodestra si tratta del risultato del “peso politico sempre più marginale del Pd reggiano nei confronti della Regione.

Se il Pd avesse davvero l’autorevolezza che vanta, sarebbe stato in grado di far valere le ragioni del territorio e impedire che Reggio finisse in fondo alle priorità”. Paglialonga rimarca poi come in Commissione il rappresentante di Atersir abbia confermato che “è stata proprio l’amministrazione Pd a privilegiare la gara per il servizio idrico a discapito di quella dei rifiuti”, denunciando inoltre un cambio di versione dell’agenzia d’ambito sui motivi del ritardo.

“L’anno scorso – sottolinea il consigliere di FdI – il rinvio veniva attribuito alla carenza di personale di Atersir. Quest’anno, invece, la colpa viene scaricata sulla nuova normativa nazionale sugli appalti pur di coprire le responsabilità politiche del Pd e della Regione”. Secondo Fratelli d’Italia però, le giustificazioni legate a inflazione e caro carburanti sono “lacrime di coccodrillo”, poiché “la scelta di relegare in fondo al cassetto la gara sui rifiuti ha fatto sì che Reggio Emilia registrasse già oggi la Tari pro capite più alta di tutta la regione”.

Da qui l’affondo finale di Paglialonga: “Incompetenza gestionale e irrilevanza politica si sommano in un disastro annunciato. I reggiani non possono più permettersi un’amministrazione debole che considera i cittadini solo come un bancomat da spremere. Continueremo a denunciare questo scandalo in ogni sede”. Critico anche Alex Scardina, coordinatore della Uil di Reggio Emilia, che dice: “Dopo l’aumento dell’8,5% dello scorso anno, un ulteriore incremento del 4,6% nel 2026 significa arrivare a oltre il 13% in appena due anni. È un livello che riteniamo insostenibile per chi vive di stipendio o di pensione”.

Pur riconoscendo il peso di dinamiche nazionali come l’inflazione e il caro energia, la Uil sottolinea che i salari “non crescono alla stessa velocità delle tariffe, con il rischio di comprimere ulteriormente il potere d’acquisto delle famiglie”. Inoltre le agevolazioni previste per le fasce deboli (che interessano cica 8.000 famiglie) non sono considerate sufficienti a fronte di un aumento generalizzato. “Ora la responsabilità passa ai sindaci.

Hanno una scelta davanti: limitarsi a fare i notai, recependo passivamente gli aumenti previsti, oppure assumersi una responsabilità politica, individuando risorse proprie e strumenti per mitigare o azzerare gli effetti sulle famiglie”, avvisa la Uil. Scardina ricorda infatti che la comunità ha già fatto la sua parte portando la raccolta differenziata ai vertici nazionali e conclude: “È il momento che le istituzioni facciano la loro parte e scelgano da che parte stare. Superare il 13% di aumento in due anni non è una prospettiva accettabile”.