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Stazione, i residenti bocciano l’ordinanza antibivacco

Il comitato di viale IV Novembre: “Aumentati spaccio e assembramenti”

REGGIO EMILIA – Il barometro segna tempesta sulla nuova ordinanza antibivacco di Reggio Emilia. Il provvedimento, emesso il 15 giugno scorso dal sindaco Marco Massari, potrebbe infatti tornare domani sul tavolo del comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico, per una prima valutazione dei risultati. Che intanto i residenti di viale IV novembre, riuniti nell’omonimo comitato della zona stazione, definiscono però già fallimentari.

I cittadini denunciano infatti un effetto quasi boomerang della misura a seguito della quale, “si è notato un incremento di persone che a tutte le ore bivaccano nella zona interessata dall’ordinanza”. Inoltre “è aumentata anche molto l’attività di spaccio nella zona e come dimostrato dagli ultimi eventi si notano anche molti minori partecipare a tali attività, cosa che sta aumentando recentemente”.

Sotto accusa da parte del comitato anche le restrizioni ai negozi self-service a fronte della prosecuzione delle attività di distribuzione di cibo e “pipette” che creano assembramenti stabili, oltre alla richiesta di spostare “il punto di ascolto” di via Paradisi per allontanare spacciatori e clienti. Ad esacerbare il clima c’è infine l’incontro tra i residenti e l’assessore Davide Prandi, fissato per ieri, che è saltato all’ultimo momento.

“Dopo rinvii e un ulteriore slittamento d’orario, i cittadini sono stati avvisati dell’assenza dell’assessore trattenuto in una riunione col sindaco. Un comportamento oltremodo irrispettoso nei confronti di chi paga le tasse e ha sacrificato una mattinata di lavoro”, dice il comitato. Dell’ordinanza si è discusso intanto ieri anche in Consiglio comunale. Il gruppo di Fratelli d’Italia ha presentato un ordine del giorno urgente chiedendo un inasprimento delle sanzioni previste (al momento ferme a multe irrisorie) o almeno la segnalazione delle violazioni al questore.

Il documento presentato dal capogruppo Cristian Paglialonga, ammesso alla discussione, è stato poi respinto dalla maggioranza.