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Scuola, la Cisl: “Servono 871 assunzioni entro settembre”
Ciro Fiore, segretario generale aggiunto della Cisl Scuola Emilia Centrale

Docenti e personale Ata da reclutare prima dell’inizio dell’anno scolastico. Il sindacato: “Senza un piano adeguato aumenteranno ancora i precari e le scuole partiranno in emergenza”

REGGIO EMILIA – Quasi novecento posti da coprire prima della riapertura delle scuole. È la sfida che attende il sistema scolastico reggiano in vista dell’anno scolastico 2026-2027, con il rischio concreto che molte cattedre e numerosi incarichi del personale Ata restino scoperti, costringendo ancora una volta gli istituti a fare affidamento sulle supplenze.

Secondo una stima elaborata dalla Cisl Scuola Emilia Centrale, entro settembre saranno necessari 871 lavoratori a tempo indeterminato tra docenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Un fabbisogno che, secondo il sindacato, conferma una criticità ormai strutturale e che rischia di alimentare ulteriormente il precariato nella scuola reggiana.

Il numero complessivo comprende 511 docenti e 360 lavoratori Ata. Per quanto riguarda gli insegnanti, i posti disponibili sono stimati in 7 nella scuola dell’infanzia, 147 nella primaria e 357 tra sostegno e scuole secondarie di primo e secondo grado.

Sul fronte del personale Ata, invece, risultano vacanti almeno 97 posti da assistente amministrativo, 36 da assistente tecnico, 203 da collaboratore scolastico e 19 da Dsga o funzionari con elevata qualificazione. A questi si aggiungono tre operatori delle aziende agrarie, un cuoco e un guardarobiere.

Numeri che, secondo la Cisl Scuola, incidono direttamente sul funzionamento quotidiano degli istituti, tra segreterie sotto organico, laboratori privi di personale specializzato, plessi da presidiare e dirigenti costretti a gestire continue emergenze organizzative.

“Questi dati dimostrano che siamo davanti a un fabbisogno pesante e strutturale. Reperire 871 professionisti sarà una vera caccia, che non può trasformarsi nell’ennesima lotteria estiva”, afferma Ciro Fiore, segretario generale aggiunto della Cisl Scuola Emilia Centrale.

“Le scuole reggiane hanno bisogno di docenti in cattedra e di personale Ata di ruolo fin dal primo giorno di lezione. Ogni ritardo, ogni posto coperto con una supplenza e ogni nomina arrivata a scuola già iniziata significa scaricare su dirigenti, lavoratori, studenti e famiglie il prezzo di una programmazione insufficiente”.

Per il sindacato, oltre ai pensionamenti pesa anche il numero elevato di trasferimenti verso altre province.

“Dobbiamo riflettere anche sull’alto indice di mobilità. Molti docenti e lavoratori Ata scelgono di lasciare Reggio Emilia perché il costo della vita e delle abitazioni è ormai diventato insostenibile rispetto agli stipendi percepiti”, aggiunge Fiore.

La Cisl ricorda inoltre che i posti disponibili non corrispondono automaticamente alle assunzioni effettive. Sarà infatti il Ministero dell’Istruzione ad autorizzare il contingente delle immissioni in ruolo e, qualora fosse inferiore al fabbisogno reale, le scuole dovranno ancora una volta ricorrere a migliaia di supplenze annuali.

Non a caso, nell’anno scolastico 2025-2026, tra docenti e personale Ata precario, nelle scuole reggiane erano presenti tra le 2.100 e le 2.300 unità.

L’estate sarà quindi scandita dalle procedure di reclutamento. Per i docenti la prima fase delle immissioni in ruolo, dalle graduatorie di merito dei concorsi e dalle Graduatorie a esaurimento (Gae), dovrebbe concludersi entro il 30 luglio. Tra il 31 luglio e il 13 agosto sarà invece la volta delle nomine sui posti di sostegno attraverso la prima fascia delle Graduatorie provinciali per le supplenze (Gps), mentre entro il 21 agosto è prevista la cosiddetta “mini call veloce”, che consentirà di assegnare gli ultimi posti ancora vacanti anche a candidati provenienti da altre province.

“Le procedure devono essere rapide, trasparenti e comprensibili. Non basta annunciare assunzioni a livello nazionale se poi, nei territori, i posti restano scoperti o vengono coperti troppo tardi”, sottolinea ancora Fiore.

“Reggio Emilia non può permettersi un altro settembre con cattedre vuote, segreterie sotto pressione e personale insufficiente. La stabilizzazione non è un favore ai lavoratori, ma la condizione minima per garantire qualità dell’insegnamento, continuità educativa, sicurezza e servizi efficienti. Meno precarietà significa scuole più forti. Una scuola che parte zoppa non è in grado di svolgere il proprio lavoro”.