Editoriali
Rifiuti, siamo ai supplemen-tari: a Reggio Emilia il conto continua ad aumentare
Tra inflazione, costi di raccolta e una gara che non arriva mai, le famiglie reggiane si ritrovano a pagare circa il 15% in più in un solo anno
REGGIO EMILIA – C’è un nostro lettore che, commentando la notizia dell’ennesimo aumento della Tari, ha scritto una battuta che fotografa perfettamente la situazione: “Siamo ai supplemen-tari”. Un gioco di parole che, in pieno clima da Mondiali, rende bene l’idea. Perché la partita, per i cittadini reggiani, sembra non finire mai. E, puntualmente, a vincere è sempre chi presenta il conto.
L’anno scorso la Tari era già aumentata dell’8-9%, con la motivazione di adeguare le tariffe all’inflazione. Una stangata che era stata spiegata come inevitabile, eccezionale, figlia di un periodo straordinario. Passano dodici mesi e arriva un altro rincaro. Questa volta si parla di un ulteriore 5%, motivato da Atersir con l’aumento dei costi del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti.
Presi singolarmente, i due aumenti possono anche essere spiegati. Ma messi uno accanto all’altro raccontano una storia diversa. Nel giro di un anno le famiglie reggiane si trovano infatti a pagare circa il 15% in più di Tari. Tradotto in euro significa, a seconda della composizione del nucleo familiare e dell’immobile, una spesa aggiuntiva che può oscillare indicativamente tra i 20 e i 65 euro rispetto a prima.
Qualcuno dirà che non è una cifra enorme. Ma è il principio a pesare. Perché mentre aumentano la Tari, l’energia, le assicurazioni, le bollette e il costo della vita, ogni nuovo rincaro diventa l’ennesimo tassello di un mosaico che, alla fine, pesa eccome sui bilanci familiari.
La domanda, allora, è inevitabile. Possibile che non esistano strumenti per contenere questi aumenti? Possibile che ogni anno la risposta sia semplicemente trasferire i maggiori costi direttamente sulle bollette dei cittadini?
Il tema diventa ancora più delicato se si guarda a come è organizzato il servizio. A Reggio Emilia la raccolta dei rifiuti continua a essere gestita in regime di sostanziale monopolio da Iren. Da anni si parla della gara pubblica che dovrebbe mettere a confronto diversi operatori e verificare se sia possibile ottenere condizioni economiche migliori o servizi più efficienti. Una gara annunciata, promessa, rinviata. E che oggi continua a slittare senza che sia chiaro quando verrà effettivamente bandita.
Nel frattempo i cittadini pagano. Pagano l’aumento dell’anno scorso. Pagano quello di quest’anno. E si chiedono, legittimamente, se la prossima estate si parlerà di un’altra inevitabile revisione delle tariffe. Forse il paragone calcistico del nostro lettore è persino ottimista. Perché nei supplementari, prima o poi, la partita finisce. Qui, invece, il cronometro sembra essersi fermato e ogni anno si aggiunge un tempo nuovo. Sempre a spese dei contribuenti.

