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Realco, i sindacati scendono in piazza: presidio davanti al Comune per difendere i posti di lavoro

Cgil, Cisl e Uil lanciano l’allarme sulla crisi del gruppo: “Servono garanzie per i lavoratori”. Lunedì 13 luglio manifestazione in piazza Prampolini per chiedere l’intervento delle istituzioni

REGGIO EMILIA – La crisi del Gruppo Realco approda in piazza. Cgil, Cisl e Uil, insieme alle federazioni del terziario e della logistica, hanno organizzato per lunedì 13 luglio, a partire dalle 17, un presidio davanti al Municipio di Reggio Emilia per richiamare l’attenzione delle istituzioni sul futuro occupazionale dei dipendenti dell’azienda.

La manifestazione si svolgerà in piazza Prampolini, dove sono attesi le lavoratrici e i lavoratori della storica sede di via Pertini e dei punti vendita del gruppo, in una fase che i sindacati definiscono di progressiva dismissione delle attività, tra magazzino, uffici e negozi.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di chiedere un impegno concreto da parte delle amministrazioni locali per tutelare l’occupazione e sostenere chi rischia di perdere il posto di lavoro.

“È necessario sensibilizzare i cittadini e soprattutto le istituzioni locali sul dramma occupazionale che si sta abbattendo sul nostro territorio e chiedere tutele a sostegno di chi rischia di perdere il lavoro”, affermano Cgil, Cisl e Uil in una nota congiunta. Secondo le organizzazioni sindacali, quella che sta investendo Realco rappresenta una delle emergenze occupazionali più rilevanti degli ultimi anni in provincia.

“La crisi del gruppo Realco è una delle più gravi mai registrate in provincia e, nonostante questa evidenza, troppo poco se ne parla. Se per i negozi si stanno approntando soluzioni tramite il cambio d’insegna, per la sede e per circa 200 dipendenti non si vedono prospettive future”, sottolineano i sindacati.

Complessivamente sarebbero oltre 400 i lavoratori coinvolti dalla crisi. Per questo Cgil, Cisl e Uil chiedono un intervento coordinato delle istituzioni.

“È una crisi che merita di essere affrontata con serietà e rispetto, innanzitutto per gli oltre 400 lavoratori coinvolti. Chiediamo che Regione, Provincia e Comune si adoperino al massimo, da un lato per la salvaguardia occupazionale e dall’altro per creare nuove opportunità di lavoro per tutti quei lavoratori che nei prossimi mesi potrebbero trovarsi senza prospettive certe”.